Solo pochi giorni fa, la foto che ritraeva tantissimi giovani che andavano via dalla Calabria ha fatto il giro dei social, fino ad approdare sulle reti nazionali. Ebbene sì è vero, oltre 180mila giovani hanno lasciato la nostra regione negli ultimi quindici anni. Un numero che non lascia spazio all’immaginazione che emerge dal rapporto annuale sull’economia di Demoskopica per la BCC Mediocrati.
La perdita di capitale umano è essenzialmente ascrivibile ai movimenti verso il Centro Nord e, in misura minore, alle migrazioni verso l’estero in quanto la regione è maglia nera di giovani che non lavorano a cinque anni dalla laurea.
Un quadro allarmante quanto drammatico, da cui viene fuori il progressivo depauperamento della regione Calabria con flussi migratori costanti.
Ma, per fortuna, ci sono anche menti brillanti che sono rimaste in Calabria e, inventandosi un lavoro, quotidianamente difendono il territorio e il proprio futuro.
Tra questi due giovani imprenditori Antonio Paese e la sorella Serena, che hanno deciso di puntare sulle risorse che offre la terra calabra e così, dopo non poche difficoltà, sono riusciti a mettere in commercio un prodotto denominato “Le Montanine”.
Il desiderio di difendere il loro territorio, per Antonio e Serena, è stato più forte del richiamo di andare fuori dai confini regionali per trovar fortuna e così con dedizione e passione sono riusciti ad “inventarsi” un prodotto, frutto della terra, che lavorato, riesce ad offrire loro un lavoro ed esaltare le ricchezze della calabria, nell’ottica della valorizzazione del territorio.
La storia di questi due giovani resilienti e propositivi che, sicuramente, non invertono la rotta della disoccupazione calabrese ma, con determinazione, attestano come si può tornare o restare in una terra dal sapore agrodolce, coltivando le preziose radici con innovazione. Il loro amore verso la Calabria si può facilmente desumere da uno dei primi post pubblicati sulla pagina Facebook “Quando si fondono il legame alla propria terra, l’amore per le proprie radici e la passione per il proprio lavoro si genera un prodigio: Le montanine”



