Mar 2 Giu 2020
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Il leader di Diritti civili, Corbelli, difende Pallaria e si professa ottimista per il virus

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Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, esprime “solidarietà al Dirigente della Protezione Civile, Domenico Pallaria, per la vicenda della sua battuta, sulla non conoscenza dei ventilatori, estrapolata in un discorso generale, e trasmessa lunedì sera da Report, il programma di Rai3, che lo ha portato ieri alle dimissioni dal suo incarico, in un momento così delicato e drammatico per l’emergenza coronavirus, proprio mentre, negli ultimi due giorni, ieri e oggi, la Calabria, grazie al lavoro della task force della Protezione Civile e della Presidente Santelli, ha fatto registrare il minor numero di contagiati delle due giornate in tutt’Italia, dall’inizio dell’esplosione dell’epidemia, appena 10 oggi e solo 12 ieri, che portano di fatto la nostra regione vicina al fatidico traguardo  zero contagi che, visto il trend, sono convinto, come vado sostenendo da settimane, raggiungeremo, già in questi giorni (sono fiducioso che possa avvenire già in questa settimana), probabilmente per primi in Italia”!
“E’ incredibile e inaccettabile quello che è accaduto. Anziché riconoscere i meriti del lavoro svolto da Pallaria, come confermano i risultati in controtendenza, che fanno della Calabria la regione record con in assoluto il minor numero di contagiati in Italia negli ultimi due giorni, e con addirittura numeri irrilevanti ( 10 e 12) che ci avvicinano all’oramai prossimo tanto atteso traguardo dei contagi zero, viene fatto dimettere il Dirigente della Protezione Civile per una battuta, estrapolata in un discorso generale. Mi auguro e chiedo per questo alla Governatrice di far ritornare Pallaria al suo posto. afferma Corbelli. Si ignora il lavoro svolto e si grida allo scandalo per una battuta, mentre poi si tace invece sul fatto che Report lunedì sera ha denunciato e documentato fatti gravissimi, omissioni, responsabilità precise(quasi certamente anche con pesanti conseguenze penali) su circolari(poi sparite!) del Governo emesse già il 22 gennaio (esattamente dal Ministero della Salute che dava due indicazioni precise: cercare nei pazienti sospetti un link con la Cina ma anche una polmonite che non rispondesse alle cure!), che, se fatte rispettare ed eseguire correttamente e scrupolosamente e non invece  poi scomparse, avrebbero potuto prevenire e ridimensionare di molto la portata di questa tragedia.
Nessuno s’indigna per questo e ci si è invece accaniti su quella frase di Pallaria (sulla mancata conoscenza di un ventilatore), estrapolandola da un discorso più generale, continua Corbelli. Nessuno invece che abbia chiesto conto al Governo di dire se sono vere quelle ricostruzioni di Report, in particolare di quel secondo punto preoccupante (cercare nei pazienti sospetti una polmonite che non rispondesse alle cure) che misteriosamente poi scompare in una circolare di cinque giorni dopo(del 27 gennaio) per ricomparire solo il 9 marzo. E nel frattempo il virus dilaga cogliendo l’Italia impreparata. C’è solo da augurasi che il Governo smentisca queste accuse di Report. Ma c’è anche dell’altro. Report ha infatti fatto anche un’altra grave denuncia, ovvero che il piano nazionale contro le pandemie è vecchio di dieci anni, che si sarebbe dovuto aggiornarlo ogni tre anni, come raccomandava l’Oms, per essere pronti a ridurre l’impatto del virus sui servizi sanitari e sociali, tutelare medici e strutture ospedaliere, laboratori, farmacie, forze dell’ordine. Di fronte a queste accuse devastanti che, ripeto, ad emergenza superata non potranno che avere pesanti risvolti penali, si massacra Pallaria per quella battuta innocua, sottacendo che l’ ex Direttore regionale della Protezione è lo stesso che, lavorando giorno e notte, per sopperire a gravi inadempienze del Governo nazionale, è intervenuto per acquistare autonomamente, come Regione Calabria, i dispositivi di sicurezza, da dare al personale sanitario e agli altri operatori dei diversi settori, impegnati quotidianamente in Calabria per fronteggiare la minaccia del coronavirus.
Pallaria magari non conosce l’uso di un ventilatore, perché non è un medico, né un tecnico, ma, al pari del mio amico Carlo Tansi, che l’ha preceduto, sa comunque come fronteggiare un’emergenza, sa come far funzionare la macchina organizzativa, come superare gli ostacoli burocratici. E i risultati si stanno vedendo con i risultati straordinari di questi ultimi giorni. Per questo chi oggi (in piena, drammatica emergenza coronavirus) lo ha costretto alle dimissioni (che mi auguro possano subito rientrare) per una battuta sbagliata non ha certo reso un buon servizio alla Calabria”.