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Covid-19 verso la fase 2, la Calabria non scioglie le riserve. “Riaperture? Cautela”

Durante la cabina di regia che Conte presiede con i rappresentanti di Regioni e Comuni, si inizia a tracciare la fase 2, cercando un equilibrio tra due obiettivi imprescindibili che sono sicurezza e salute dei cittadini e, al contempo, la ripresa del sistema socio-economico. 

Mentre la task force guidata da Vittorio Colao lavora ormai a pieno ritmo, il presidente del consiglio ha cominciato una serie di vertici per valutare tempi e modi delle riaperture.

Il governatore che più spinge per una riapertura immediata è Luca Zaia. “La mia posizione è che il 4 maggio si possa aprire con le regole e con le garanzie scientifiche: si volesse fare un passo in più si potrebbe allentare da subito, in modo razionale, prudente e ragionato”, dice il presidente del Veneto. L’idea è quella “di un ragionato programma di aperture per mettere in moto la macchina, scaldare i motori e poi andare a regime”, in un’ottica, comunque, “di messa in sicurezza”.

Le Regioni del Sud invece sono caute: “Riaperture? Cautela” – Diversa è anche l’opinione della presidente della regione Calabria Jole Santelli che si allinea con i colleghi delle regioni meridionali. “De Luca vuole chiudere, io qui non ho mai aperto. Non ci faremo certo prendere dalla fretta adesso. I confini sono chiusi dal 7 marzo, ancora prima che lo facesse il governo, perché abbiamo cercato di evitare l’esodo dei fuorisede. Le cose non sono cambiate, qui è ancora tutto blindato. Per il futuro valuteremo in base ai dati”, dice la governatrice Jole Santelli. La lungimirante presidente in pratica condivide la “minaccia” del presidente della Campania, con una possibile chiusura dei confini regionali al Sud in caso di ripartenze differenziate con una fuga in avanti del Nord.