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Fede e pandemia, appello di Corbelli: “Sartano vorrebbe almeno la processione di San Francesco”

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, rivolge “un appello alla Chiesa e, per la Festa di San Francesco di Paola a Sartano, prevista per domenica 24 maggio, al Vescovo di Cosenza, Francesco Nolé, perché, in occasioni delle Feste religiose, si consenta lo svolgimento delle processioni per i paesi e le città, naturalmente con un numero limitato e simbolico di persone, anche solo una decina, e con il rispetto di tutte le precauzioni (distanziamento sociale, mascherine e le altre misure previste)”. “L’appello parte significativamente da un piccolo borgo, Sartano (il mio paese), che ha pagato un prezzo enorme, con la ingiustificata e immotivata chiusura per 26 giorni, di tutto il territorio comunale di Torano (escluso dal contagio!), per la vicenda di Villa Torano, struttura sanitaria distante diversi km dai centri abitati e che ha interessato altri 14 comuni del circondario, e che vede oggi la bella notizia della guarigione di tutti i 30 dipendenti della Rsa, che erano risultati positivi, a conferma di quanto sia stata grave, assurda e ingiustificata la blindatura, per circa un mese, dell’intero comune, che non c’entrava nulla con il contagio della casa di cura, afferma Corbelli. Oggi la popolazione del piccolo centro della Media Valle del Crati come ogni anno si prepara alla tradizionale e secolare Festa di San Francesco di Paola, in programma domenica 24 maggio. Soprattutto quest’anno la Festa di San Francesco di Paola a Sartano ha un valore particolare, ancora più forte e profondo, dopo quanto è accaduto e dopo la grande ingiustizia subita dalla nostra comunità, tenuta, senza alcuna valida ragione, immotivatamente prigioniera per 26 giorni!

E per questo, giustamente, quest’anno in modo particolare, vorrebbe poter vedere la processione del Santo di Paola ( la storica, bellissima Statua di San Francesco, regalo della devota famiglia Corbelli nell’800 alla Comunità sartanese) per le vie del nostro paese, trasportata dal mitico Mastro Adamo a bordo della sua ape-barchetta. Lo vogliono i cittadini, i fedeli, don Rocco Balsano e don Elio Perrone, lo vuole il sindaco Lucio Franco Raimondo, con i quali ho parlato al telefono nelle ultime ore. Purtroppo, come mi hanno riferito don Rocco e don Elio, ci sono disposizioni della Diocesi che non  consentono le processioni. Lo dico con grande rispetto ma ritengo questo divieto assolutamente esagerato e non giustificato, perché una processione solitaria, con poche persone, anche soltanto una decina, per le vie del paese, non comporta alcun rischio. E’ paradossale che si aprono, giustamente e finalmente, i cimiteri e le chiese, dove magari (essendo, come nel caso delle chiese, uno spazio chiuso e stretto) si è forse meno sicuri, e si vietano poi solo le processioni all’aria aperta, con rischio pari a zero, soprattutto, nel nostro caso, in un paese poi come Sartano, completamente escluso dall’epidemia. Ecco perché rivolgo un appello al Vescovo di Cosenza e alla Chiesa in generale perché cancellino quel divieto e consentano le processioni a Sartano e in tutti gli altri paesi e città. Le tradizioni e Feste religiose non si possono fermare o annullare. Oggi più che mai. La Fede è la speranza per ripartire e ricominciare, dopo la maledetta pandemia. Come insegna Papa Francesco con le sue epiche iniziative solitarie in Piazza San Pietro, per la benedizione Urbi et Orbi e la Via Crucis celebrati in solitudine. Per paesi poi come la nostra Sartano, dopo la grande ingiustizia subita con quella folle prigionia durata quasi un mese, è anche un motivo di riscatto morale e sociale. Ricordo solo alla Chiesa e al Vescovo di Cosenza che in piena pandemia e in luoghi e città fortemente colpite dal coronavirus e a grande rischio, la Chiesa è coraggiosamente scesa in campo con le processioni solitarie, per le vie delle città e dei paesi, di preti e vescovi.  E’ stato così in Italia, dal Nord al Sud, in paesi e città, con tanti parroci (a Dosolo,nel mantovano; a Formigara, in provincia di Cremona; a Lanciano, in Abruzzo; a Villa Chiaviche, in Emilia; a Soveria Mannelli e Rocca Imperiale in Calabria e ancor prima in Sicilia) e finanche vescovi e arcivescovi, con le loro processioni solitarie a Brescia, Cremona, Chieti, Reggio Calabria, Benevento, Salerno… Per questo vietare oggi, con l’epidemia che in tante regioni, come la Calabria, sta quasi scomparendo con contagi praticamente azzerati e i pochi malati tutti, per fortuna, in via di guarigione, una processione, anche se solitaria, di San Francesco a Sartano è un errore, una decisione ingiusta, incomprensibile e assurda. Confido nella sensibilità della Chiesa e del Vescovo di Cosenza e resto perciò fiducioso per l’accoglimento del mio appello”.