Sab 21 Mag 2022
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Fase 2 = rincaro dei prezzi

Con l’inizio della Fase 2 si sono registrati anche i primi rincari dei generi alimentari. Sono aumentati nello specifico i prezzi di frutta e verdura, anche se la sospensione delle attività non ha interessato i distributori di questi prodotti durante il lockdown.

E’ pur vero che nella fase della ripresa i gestori sono chiamati a sostenere nuovi costi legati alla sanificazione e alla sicurezza dei locali, ma per i consumatori nulla è cambiato, anzi!

In testa alla classifica dei rincari, secondo quanto riporta il Codacons, “ci sono i bar, con molti esercenti che hanno ritoccato al rialzo il prezzo di caffè e cappuccino. Anche i parrucchieri, stando alle segnalazioni, hanno aumentato i prezzi. In base ai costi medi nelle grandi città, spiega ancora il Codacons, il prezzo di un taglio passa da una media di 20 a 25 euro (+25%).

Si fanno sentire gli effetti del coronavirus sui prezzi al dettaglio. Lo denuncia ancora il Codacons, che chiede l’intervento dei Nas contro le speculazioni sui listini.

Da più parti arrivano segnalazioni dei consumatori che denunciano sensibili rialzi dei prezzi dell’ortofrutta presso mercati, supermercati e negozi di generi alimentari – spiega il Codacons – Ed in effetti un monitoraggio della nostra associazione ha evidenziato forti variazioni al rialzo dei listini per una moltitudine di prodotti.

Intanto sia il Codacons, che Altroconsumo e Coldiretti, come riporta il Sole 24 ore, hanno predisposto dei decaloghi per cercare di combattere l’aumento dei prezzi e affrontare la spesa al supermercato o al discount con i giusti accorgimenti. Ecco quello del Codacons:

1) Andare a fare la spesa con una lista già pronta di prodotti da acquistare, in modo da limitare i tempi di permanenza negli esercizi e non dimenticare beni necessari.

2) Meglio recarsi al supermercato a stomaco pieno, per evitare scelte “di pancia” dettate dalla gola e non da reale necessità.

3) Controllate i prezzi, e se per alcuni prodotti notate scostamenti dei listini rispetto ai giorni precedenti, evitateli, dirottando le vostre scelti su beni alternativi.

4) Per i prodotti freschi è meglio andare a fare la spesa di mattina, quando gli esercizi vengono riforniti, ma è bene ricordare che in prossimità dell’orario di chiusura numerosissime catene “svendono” prodotti deperibili come pane, dolci, prodotti precotti, eccetera, con offerte 2×1 e sconti fortissimi.

5) Non farsi cogliere dal panico e non acquistare più del reale fabbisogno, perché il rischio è che parte di ciò che si compra finirà in pattumiera.

6) Evitate frutta e verdura non di stagione, che hanno prezzi sensibilmente più alti.

7) Cambiare marca: modificando le proprie abitudini e provando marchi alternativi è possibile risparmiare sensibilmente sullo scontrino.

8) Attenti all’ortofrutta già inscatolata: generalmente il costo al kg è più elevato di quello sfuso, perché si paga il packaging.

9) Per i beni dedicati alla pulizia della casa, confrontate i prezzi con i prodotti che hanno il marchio del supermercato: è possibile risparmiare fino al 50% e i prodotti hanno le medesime funzioni e caratteristiche.

10) Guanti, mascherine e altri Dpi consentono risparmi se acquistati in grandi quantità: maggiore è il numero delle unità comprate, minore sarà il prezzo per singolo prodotto. In tal senso, se al supermercato guanti e mascherine costano troppo, o se i rifornimenti scarseggiano, è possibile ricorrere al web, confrontando con attenzione i prezzi e leggendo le recensioni dei clienti per evitare acquisti incauti.