Dom 12 Lug 2020
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Dai banchi del conservatorio di Cosenza nascono i “Parapentrio”

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di Anna Zupi

Il nome Parapentrio nasce durante una gita al mare. “Eravamo in spiaggia, sdraiati sul bagnasciuga e guardavamo il cielo. Ad un certo si intravedono tre persone intente a fare parapendio. Tra le battute abbiamo tirato fuori questo possibile nome di un trio musicale e così nacque il nostro progetto.”

Da chi è formato (raccontateci un po’ la vostra storia)

“Il gruppo è formato da Luigi Greco ( chitarra e voce), Francesco Borrelli (batteria e voce), Federico Mari (Basso e voce). Ci siamo conosciuti tra i banchi del conservatorio di Cosenza. Le esigenze lavorative ci hanno consentito di pensare ad un possibile progetto che comprendesse tutte le nostre preferenze musicali, senza tralasciare il gusto soggettivo di un possibile pubblico. Da qui nascono le nostre rivisitazioni stilistiche dei brani della canzone italiana d’autore, che rende il Parapentrio unico nel suo genere”.

Qual è stato il vero debutto dei Parapentrio?

“Il debutto ufficiale del Parapentrio è datato 2014 durante le festività natalizie, in un locale rinomato di Cosenza. Attualmente il Parapentrio sta lavorando parallelamente a brani inediti scritti dal cantante Luigi. Il lavoro che si sta realizzando segue le scie cantautorali della scena musicale italiana attuale, prendendo spunti da vari artisti come: Brunori, Silvestri, Fabi ecc.
Quando si parla d’arte bisogna sempre tener conto della sua funzione primaria, che è quella di trasmettere emozioni. Quindi noi mettiamo al primo posto questa doverosa regola da rispettare e tentiamo nel migliore dei modo, di dare il nostro piccolo contributo dove ce né bisogno.”

Molto giovani, ma con tanta esperienza non avete disdegnato gli eventi di beneficenza e lo scorso Dicembre avete sostenuto Ail…

“Ail, Terra di Piero, Officine buone e tante altre, svolgono un lavoro umanamente immenso e quando ci danno la possibilità di fornire il nostro contributo, noi siamo sempre in prima linea. Soprattutto perché ci fa stare bene anche con noi stessi”.

Quali sono i vostri prossimi progetti?

“Il progetto dei Parapentrio mira al futuro. Puntiamo alla divulgazione massima del nostro operato e come aspettative ci riserviamo la possibilità di poterci esibire anche all’estero con eventuali comunità italiane. Il nostro progetto ha anche all’interno brani degli anni 60 e 70, che fanno parte di una delle generazione di emigrati del nostro paese, costretta a dover lasciare la propria casa per crearsi un futuro. Sarebbe un onore per noi poter suonare davanti a un tale pubblico, facendo così ritornare nel loro cuore un pezzo della loro storia.”