Sab 11 Lug 2020
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Paola, si dimette il vicesindaco Cassano

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Con una lettera inviata a mezzo pec nella giornata di ieri, il vicesindaco di Paola – Tonino Cassano – si è dimesso dalla carica e dalle deleghe.

“Sanguigno, sicuramente. Ostinato, senza dubbio. Instancabile, fino a un certo punto. Onesto, sopra ogni cosa. L’onestà di Tonino Cassano, dimissionario vicesindaco della città di Paola, è stata una consapevolezza collettiva sin dal principio della sua esperienza politico-amministrativa”, si legge in una nota.

“Già noto per i suoi trascorsi lavorativi, figli di un presente nella Guardia di Finanza derivato da un passato vissuto in delicate operazioni di grande responsabilità (che gli sono costate anche anni “sotto scorta”), l’amministratore Tonino Cassano
All’atto del suo insediamento nel settore “politica dei servizi finanziari e contenzioso”, il tecnico chiamato ad assumere le redini del comando in caso di indisponibilità del sindaco, ha trovato una situazione di cassa a dir poco “sconvolgente”, tale da non escludere l’ipotesi di un nuovo dissesto.
Conti in rosso e cassa deficitaria, ritardi nei pagamenti, tasse alle stelle e bollette non inviate perché sotto elezioni sarebbero state “vergognose”, contenziosi vari con le ditte erogatrici di servizi per conto del comune, assunzioni da ratificare, stipendi da corrispondere, pianta organica da riorganizzare e ottimizzare, equilibrio generale da rifondare, soprattutto nel bilancio dilaniato da una certa creatività precedente, che non ha lesinato l’utilizzo di voci di spesa apparentemente “dedicate”, per compiere operazioni a dir poco discutibili (chi non ricorda il concerto dei Tiromancino pagato coi soldi della Tari?).

Come un frate cercatore, armato di lanternino, Cassano si è calato nei meandri di ogni contratto stipulato dall’ente, passando alla lente ogni atto prodotto per trovare, ove possibile, clausole favorevoli alla “cosa pubblica”, valore assoluto per la collettività verso cui, l’opera del vicesindaco dimissionario, è sempre stata indirizzata. Anche a prezzo di qualche incomprensione, come quando qualcuno ha pensato bene di augurare una spesa “a medicine” per i soldi richiesti riguardo al consumo dell’acqua o per il servizio di raccolta rifiuti. Ciononostante l’azione di Cassano si è poi concretizzata nell’abbattimento dei canoni, scesi in percentuali così cospicue che ogni paolano s’è accorto dello sgravio, nel riefficientamento di una burocrazia a misura di cittadino, capace di dialogare in ogni circostanza e disposta a venire incontro a tutte le esigenze. Cassano ha dimostrato un’invidiabile padronanza dell’ambito contabile, capacità che lo ha portato a reperire risorse anche laddove il percorso sembrava talmente tortuoso da non consentire margini di manovra, compiendo operazioni che gli sono valsi il riconoscimento ministeriale di 8,5 milioni di euro, cifra che porta il comune di Paola in un attivo senza precedenti.
Onesto fino al punto di mostrarsi “senza veli” nei confronti d’aula, spesso condotti con travolgente animosità e mai sopra le righe del buon senso, Cassano ha dato vita a quelli che – a tutt’oggi – sono stati i consigli comunali più dinamici, con accese discussioni tra i rami dell’aula “Lo Giudice”. Botta e risposta sempre virtuosi, dai quali i cittadini hanno potuto trarre spunto per comprendere al meglio l’attualità, perché condotti lontano dalle secche del linguaggio “politichese”, teso sempre a giustificare e mai a spiegare il perché di certe scelte.
Ora, indipendentemente dalle ragioni che lo hanno spinto a decidere per l’abbandono dell’esperienza amministrativa secondo la visione della “Coalizione di Salute Pubblica”, si può star certi che sia stato frutto di un ragionamento onesto, figlio di una riflessione senza altro fine se non quello di tendere al meglio per Paola, la collettività cui ogni azione Cassano ha dedicato (prova ne è il fatto che, il prossimo bilancio da votare in consiglio comunale, è già bell’e pronto)”.