Sono passati più di 20 anni da quando la Provincia di Cosenza pensò ad un’ opera capace di collegare l’Alto Jonio, la piana di Sibari e la Statale 106 al cuore dell’altopiano Silano in appena venti minuti.
Sono passati undici anni e sono stati spesi 48milioni di euro per creare piloni di cemento armato e ferro, gallerie infinite e colate di calcestruzzo in ogni dove, ma ancora della Sibari-Sila nessuno può usufruirne.
Fermi i lavori per la realizzazione della strada che avrebbe dovuto rappresentare una svolta nel sistema della mobilità della Calabria del Nord-Est. A tal proposito interviene la senatrice pentastellata Rosa Silvana Abate.
“Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per l’attività straordinaria sulle strade provinciali della Calabria, nonostante l’emergenza Covid-19, una serie di finanziamenti alle Province italiane. In uno degli ultimi, con un decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale, assegnava quasi 47 milioni di euro alla nostra Regione (di cui 16.187.429,82 alla Provincia di Cosenza). Un finanziamento che rientra nel Fondo manutenzione strade. Se il continuo stanziamento di questi fondi stanziati dimostra l’attenzione di questo Governo per il territorio, allo stesso tempo è bene che si controlli come poi questi soldi vengano spesi sul territorio. Proprio nell’ultimo incontro che avevo avuto con il sottosegretario pentastellato Giancarlo Cancelleri, gli avevo accennato il caso della Sibari-Sila, un’opera che avrebbe dovuto collegare la montagna e il mare, nella provincia di Cosenza, i cui lavori sono iniziati nel 2008 ma la strada incompiuta da 48 milioni di euro è un cantiere abbandonato. Ne riparleremo nei prossimi incontri appena terminerà l’emergenza causata dal Coronavirus anche perché, dopo quasi due anni, sono ancora in attesa di essere ricevuta dal presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci, che ho contattato diverse volte in via ufficiale senza che, ad oggi, sia riuscita ad avere da lui una data o un appuntamento telefonico per discuterne. Nei prossimi giorni farò accesso agli atti per capire come stanno davvero le cose e fare chiarezza sulla questione.”



