Lun 26 Ott 2020
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Sanità. Misiti: “C’è emergenza Covid, ma non dimentichiamo altri malati patologie virali”

“C’è un’emergenza sanitaria che è il Covid 19, è vero, ma occorre non dimenticare che esistono anche patologie infettive per le quali è fondamentale un’assistenza adeguata con dei reparti dedicati.

Senza minimizzare in alcun modo la necessità di garantire dei percorsi e delle strutture per l’esclusivo soccorso a chi viene colpito dal Covid 19, è necessario che i presidi sanitari non trascurino in alcun modo le altre malattie virali, e penso all’Hiv, alle epatiti acute, alle polmoniti, alle tubercolosi.

L’articolo 32 della Costituzione ci ricorda che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. La necessità di essere curati, dunque, rappresenta uno dei diritti cardine del nostro sistema, ed il rispetto di tale garanzia costituisce il perno fondante della nostra società.

La salute del cittadino, per quanto astruso possa sembrare, rappresenta la chiave di volta per tutto il sistema socio-economico del Paese. La politica sanitaria, pertanto, deve essere percepita come un investimento capace di ridurre le spese di salute del domani è non più come costo allo stato puro. Il Servizio sanitario nazionale italiano, ritenuto in molte valutazioni internazionali, tra i migliori al mondo, sempre più frequentemente non è percepito con uguale giudizio dai cittadini, siano essi pazienti o operatori sanitari.

I dati enunciati dal ministero della Salute all’audizione alla Camera mettono a confronto i mesi agosto e settembre e ci dicono che abbiamo registrato 12 mila contagiati in agosto contro i 58 mila di settembre o, ancora, ci riferiscono dei pazienti ricoverati in terapia intensiva di agosto, 30 pazienti con quelli attuali, circa 323. Numeri che appalesano anche come sia in aumento l’impegno del  personale sanitario.

Quegli eroi, quegli angeli continuamente richiamati in tanti comunicati stampa, ora sono abbandonati dalle strane dimenticanze di coloro che fin dal 2017 avrebbero dovuto emanare i decreti attuativi della legge Gelli – Bianco, dai direttori generali degli ospedali, dagli assessori alla salute delle regioni o dai commissari, per non parlare poi dei funzionari del ministero della salute che non ha neanche la correttezza di rispondere alle email istituzionali. Di quanti morti c’è bisogno perché si abbia rispetto delle persone?”