Dom 25 Ott 2020
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“Il ballo della vergogna”. Luigi Lupo: “Le autorità devono intervenire”

In un momento in cui la diffusione del Covid-19 non si arresta neppure nella nostra regione, vedere politici e esponenti delle istituzioni calabresi non attenersi alle norme sostanziali anti-Covid è sicuramente come ricevere un pugno nello stomaco.

Allo scopo di evitare il diffondersi del terribile Coronavirus e tenuto conto del carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e dell’incremento dei casi anche sul territorio regionale, la stessa Presidente della Regione Calabria Jole Santelli  ha emanato, solo pochi giorni fa, il decreto n°68 che imponeva ”l’obbligo, su tutto il territorio regionale, di indossare correttamente la mascherina o altra idonea protezione a copertura di naso e bocca, oltre che in tutti i luoghi chiusi accessibili al pubblico e sui mezzi di trasporto pubblico, anche in tutti i luoghi all’aperto, per tutto l’arco della giornata, a prescindere dalla distanza interpersonale, fatte salve le deroghe previste dalle norme vigenti”.  Un decreto che, ad onor del vero, i (comuni) calabresi rispettano, ma del quale non ne tiene conto la gran parte della classe politica (le persone che contano).

Il Responsabile di Cosenza Prima di Tutto Luigi Camillo Lupo, oggi torna sullo scottante argomento.

Dopo lo sfogo istintivo nella diretta di ieri 6 ottobre ho avuto modo di riflettere sull’accaduto e oggi con pacatezza e amarezza sono sempre più consapevole che chi viola le norme non sono i comuni cittadini ma coloro che dettano le norme e sono tenuti a farle osservare. E mentre Palazzo Chigi annunciava le nuove misure di sicurezza per fronteggiare la seconda ondata della pandemia che comprende, tra le altre cose, l’obbligo della mascherina anche all’aperto e il divieto di ballo a feste e cerimonie, il nostro Governatore Santelli accompagnata da Occhiuto, Caputo, Ambrogio, la festeggiata Succurro (neo eletta Sindaco di San Giovanni in Fiore) e altri (circa centocinquanta persone)“esonerati” da ogni “obbligo” si sentono nel diritto di festeggiare con canti, balli e tarantelle e senza alcuna misura precauzionale.

Giusto il 25 settembre scorso la Santelli nella sua ultima ordinanza prevede “ l’obbligo, su tutto il territorio regionale, di indossare la mascherina oltre che in tutti i luoghi chiusi accessibili al pubblico, e sui mezzi di trasporto pubblico, anche in tutti i luoghi all’aperto, per tutto l’arco della giornata, a prescindere dalla distanza interpersonale” e in più conferma” il divieto assoluto di assembramento, il rispetto delle misure di distanziamento interpersonale e delle misure igieniche di prevenzione”. E per i trasgressori? La stessa ordinanza prevede una multa da 400 a 1.000 euro.

Intanto per l’osservanza di tali Ordinanze, i DPCM di Conte (che comunque anche Lui come “giusto esempio ad Assisi si presenta alla folla senza le misure proclamate”), i consigli dei virologi e il buon senso di tutti, le attività commerciali, i bar, i ristoranti e l’Economia tutta è in ginocchio. E’ una vergogna assistere a tanto scempio: da una parte il popolo che cerca di sopravvivere, dall’altra chi emana provvedimenti e dovrebbe dare il buon esempio mette invece a rischio la salute degli altri senza alcun pudore. Una scena questa che, a rigor di Legge, dovrebbe interessare le Autorità di competenza per l’applicazione delle norme in caso di trasgressione e il rischio epidemiologico.  

Per questa vergogna, per questa mancanza di rispetto per chi cerca di restare a galla malgrado tutto chiedo le dimissioni immediate di questi personaggi della politica delle chiacchiere.”