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Sanità, Cotticelli si dimette: “Generale prima di andar via ci dica…”

La notizia arriva via tg3 Rai e non può essere una fake news perché in Rai le notizie arrivano e non si cercano e, quando arrivano, si richiede il gruppo sanguigno del mittente. La notizia, dunque, non può che averla data direttamente l’interessato cioè il commissario in capo Saverio Cotticelli, ex-generale dell’Arma. La decisione è da ricondurre alle valutazioni decisamente negative, al tavolo interministeriale romano, sui risultati ottenuti dalla gestione commissariale e sulla situazione esistente in Calabria in  piena  ondata autunnale del covid 19.

Il generale, a quanto pare, l’ha presa male e ha fatto sapere che riferirà direttamente al ministro Speranza come sono andate e come vanno le cose in Calabria.

Il generale parla esplicitamente di interessi  colpiti, di menti raffinatissime (copyright Giovanni Falcone ) impegnate a complottare contro l’opera e l’azione dei commissari e, a quanto si è capito, del marcio che c’è nella sanità calabrese e del lavoro svolto per riaffermare principi di legalità a tutti i livelli decisionali e amministrativi.

Dichiarazioni pienamente legittime e siamo sicuri che il commissario-generale Cotticelli saprà argomentarle e supportarle nel faccia a faccia chiesto al ministro Speranza. Questo a livello politico e di governo, considerato che Cotticelli e il suo vice, anche dimissionario, sono di nomina governativa. Ma non può bastare.

Il generale, prima di andar via, ha il dovere politico e morale di dire ai calabresi, tramite gli organismi di legge, dove ha trovato il marcio e a quali interessi porta il marcio nella sanità calabrese. In basso e in alto. Il generale lascia intendere che ha anche i nomi dei signori della sanità calabrese che tirano le fila del debito accumulato, dei bilanci passivi delle ASL, delle consulenze,dei contenziosi legali, della costosa migrazione dei calabresi negli ospedali del nord.

Il generale-commissario Cotticelli ha un debito con i calabresi, da lui contratto al momento di insediarsi nella delicata carica, quando si è impegnato a portare  i responsabili dello sfascio sanitario a risponderne nelle aule di giustizia per la parte penalmente rilevante.

Non risulta che le procure alle varie latitudini della Calabria abbiano avviato, su denuncia della gestione commissariale, inchieste e verifiche di responsabilità di rilevante portata. Non risulta nemmeno – ma riteniamo che riservatamente l’incontro ci sia stato – che Cotticelli abbia riferito a Nicola Gratteri quanto di marcio o comunque di illegale da lui accertato e che ora si accinge a riferire al ministro Speranza.

Al generale-commissario vorremmo dire che non lo rimpiangeremo perché i risultati parlano per lui e le condizioni in cui versano gli ospedali parlano per tutti. Se al generale può aver difettato l’esperienza e la competenza per gestire sale operatorie e prontosoccorso, bilanci delle ASP e rendite di posizione degli ospedali del nord, di certo non gli difetta il coraggio che ha messo al servizio del Paese nel contrasto alla delinquenza e alla criminalità.

Prima di andar via il generale, dopo averne riferito al ministro, torni in Calabria, convochi una conferenza stampa e dica ai calabresi quello che non ha voluto dirgli fino ad oggi. Il diritto alla salute, di questi tempi, è questione di vita e di morte e i calabresi hanno diritto di sapere da chi si devono guardare. Sarà anche una ragione valida per ricordare il generale, al di là dei risultati ottenuti come commissario, con infinita gratitudine.