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Nuovo Dpcm. Bar e ristoranti in rivolta a Cosenza

I ristoratori scendono in piazza a Cosenza per dire forte il loro “no” alle chiusure anticipate alle 18, previste dal nuovo Dpcm che sarà in vigore fino al 24 novembre e, in generale, per far sentire la voce di una categoria – dicono – già provata abbastanza dalla pandemia.

Si sono dati appuntamento davanti il Municipio della città. Intervenuti in tanti, tra loro anche il sindaco Mario Occhiuto. I ristoratori chiedono contributi “non a pioggia uguali per tutti ma commisurati alla perdita di fatturato”. Inoltre lanciano l’allarme per la “chiusura di tante attività che potrebbero finire nelle mani della criminalità organizzata”. Chiede di “rivedere il Dpcm e l’ordinanza regionale, la riduzione proporzionata del pagamento della contribuzione del costo del lavoro, tasse e tributi locali, la lotta all’abusivismo”.

Pochi metri più avanti, su corso Mazzini, un’altra manifestazione di dissenso da parte dalla titolare di in bar. La donna ha protestato inscenando sui tavolini davanti al suo locale “uno spogliarello perché Conte ci ha spogliato della nostra dignità“.