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Emergenza sanità in Calabria: colpa del clientelismo, malaffare e tornaconto politico

Calabria ancora alla deriva sul piano sanitario. La sanità resta commissariata dal Governo ma senza un commissario da ormai due settimane. Assurdo! A questo punto l’unica soluzione che rimane a Palazzo Chigi è di ammettere il proprio totale fallimento ed affidare  la sanità a Gino Strada il quale riuscirebbe a porre fine a tutti i disastri combinati dai super commissari governativi.

Lo pensano anche i rappresentanti di CALABRIA IN AZIONE – UNDER 30, i quali esprimono il loro sdegno attraverso una nota stampa.

Tomasi di Lampedusa nella sua più celebre opera scriveva: ” anche se è cambiato tutto, non è cambiato nulla“.
Siamo stanchi, di una Calabria vista dalla politica come terra di lottizzazione di posti nella Pubblica Amministrazione, dove si sceglie non per merito, ma per tornaconto politico ed elettorale. Dove cambiano gli uomini, ma non cambia il succo del discorso. E in cui, la cosa più importante, cioè la salute dei calabresi, resta poco considerata ed appesa a un filo, senza considerare che quel filo è la vita di ogni calabrese.

Il dottor Zuccatelli, messo a riempire una poltrona, perché così è stata concepita la carica di Commissario ad Acta per la Sanità calabrese, poiché fedele (ed è dire poco) a LeU e al ministro Speranza, non per merito, non con la volontà di rivoluzionare il sistema sanitario di una regione al collasso, è la chiosa del menefreghismo che ha contraddistinto governi di ogni sponda politica sulla questione calabrese.
Lo stesso dottor Zuccatelli, cacciato da chi lo ha nominato qualche giorno prima, ha fatto emergere uno scatto d’orgoglio del popolo calabrese immedesimatosi nel volto pulito , cooperativo e competente di Emergency e del Dottor Gino Strada.
Una politica che continua a pensare a questa terra come terra di conquista, come terra di “posti da occupare”, di clientelismo, malaffare e tornaconto politico che prescinde dalle esigenze di questa terra, non ci rappresenta.
È per queste ragioni che chiediamo al governo e al ministro Speranza, primo responsabile di nomine sconsiderate non di rottura, ma di continuità, rispetto alla scellerata gestione sanitaria del passato, di sentire il sentimento che anima la nostra gente. E di nominare Gino Strada, e non altri, e non per altre vesti, Commissario ad Acta alla sanità calabrese. E di farlo senza limitarne le funzioni.
I parlamentari pentastellati calabresi sembrano essersi mossi in questa direzione, chiedendo al Presidente Conte le dimissioni di Zuccatelli e la nomina di Strada. Ad oggi, però, sembra che il governo e il presidente Conte (a detta degli stessi parlamentari calabresi in quota M5S) proseguano nell’intento lottizzatore della terra di Pitagora e di Campanella, rispondendo alle tante quaestiones con un secco: “la nomina spetta al Partito Democratico.”

Chiediamo a gran voce ai parlamentari calabresi pentastellati, poco ascoltati dal loro stesso governo, di rassegnare le proprie dimissioni, allorquando le proprie istanze ancora venissero rifiutate dal governo che sostengono.
Se, come pare, la linea continua ad essere poco “rivoluzionaria”, e si continua a guardare alla Regione culla di cultura, come recipiente di “posti” da attribuire a “fedeli di partito”, che siano in quota PD o LeU, chiediamo di prendere in considerazione anche le dimissioni del Ministro Speranza. È anche lui responsabile di una risposta non di certo celere a una richiesta di parere partita ex latere Cotticelli, è lui responsabile di ciò che è stato dopo.

Lotteremo fino all’ultimo giorno della nostra esistenza affinchè la nostra vita e la vita dei nostri cari venga consegnata a persone che non abbiano interessi da spartirsi con nessun potentato calabrese, e che, pensino a quel posto con responsabilità, competenza, senso del dovere, e non quale poltrona di partito da occupare.
Lotteremo, fino all’ultimo giorno della nostra vita, perché la salute dei calabresi sia consegnata a persone che rispondano esclusivamente ai sentimenti e ai bisogni di chi vive in questa terra dimenticata, e non a chi siede sugli scranni del governo; se così non fosse, il Ministro Speranza, sempre propenso a togliere la speranza al popolo calabrese, può e deve seguire, dimettendosi, le sorti dei suoi prescelti. E che, per senso morale e a causa di una protratta sordità del proprio governo, può e devono seguire, dimettendosi e rinunciando alla “poltrona” che hanno sempre agonizzato, i nostri rappresentanti parlamentari pentastellati.