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Ma quando si vota in Calabria? Ecco l’attuale situazione politica

Ormai – gli addetti ai lavori – ritengono quasi una certezza il rinvio delle elezioni regionali fissate, finora, per il prossimo 11 aprile. In attesa di ulteriori sviluppi governativi e del “Mille proroghe” che dovrebbe giungere alle Camere già nelle prossime ore il termometro politico attuale è tutt’altro che stabile e stazionario. I partiti e le coalizioni lavorano su due fronti: da una parte in previsione del rinvio e quindi degli scenari ancora non chiari. Da qui il mancato annuncio, ufficiale, dei candidati. E soprattutto il tergiversare delle candidature nelle liste e con i simboli. L’altro fronte invece è quello della eventuale conferma dell’11 aprile e quindi la corsa agli adempimenti burocratici previsti per le legge. Le liste 30 giorni prima, i simboli anche in questo caso e gli accordi. Sopra e sotto il banco.

Nel frattempo Luigi De Magistris percorre, da solo, in lungo e largo la Calabria. Ieri a Castrovillari, ieri l’altro alle terme del Tirreno. Poi qui, poi lì. Senza più, se si nota, la presenza di Carlo Tansi che – invero – fa altri “giri” politici ed altre campagne elettorali. Una preteria politica immensa, considerata la non presenza di avversari. Eppure nel Pd, tanto per essere chiari, il nome di Nicola Irto è più che una certezza. L’abboccamento sul “passo indietro” non è andato in porto nei confronti proprio di De Magistris ed è abbastanza chiaro il leit-motiv delle prossime settimane. Con o senza i “5stelle”, Irto è pronto a cavalcare l’onda del dissenso contro “il governo regionale reo di operare scelte elettorali nell’ultimo periodo”. Questa l’accusa principale.

E se la Giunta regionale, con Orsomarso e Gallo tra tutti, è in moto perpetuo e continuo per accaparrarsi, legittimamente, una preferenza in più; Roberto Occhiuto, il candidato di Forza Italia attende il “si, lo voglio” da parte degli alleati. Sarà lui lo sposo? Probabilmente si, anche se in molti hanno ritenuto un ipotetico azzardo la scelta di non accettare il ruolo di capogruppo del partito alla Camera, “scegliendo la Calabria”. Da fonti ufficiali possiamo dire che Occhiuto ed una parte del Pd parlano e ragionano, insieme, se “forzare” sulla scelta dell’11 aprile. E che, entrambe le parti, convengono sulla possibilità di “giocare le carte” ora e subito. Senza più tergiversare. Ma incombe il Covid, prima ancora che le chiusure ed i semafori, gialli o rossi che siano, su cittadini e città.

Quindi cosa accade? I calabresi attendono un nuovo governo, così come con Draghi. Già, ma chi può essere l’uomo (o la donna) giusto/a in questo momento così drammatico?