Dom 18 Apr 2021
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Vaccinazioni in tilt a Cosenza, il direttore sanitario dell’ASP: “Manca la materia prima”

“La campagna vaccinale a Cosenza e in provincia continua a zoppicare e l’obiettivo è quello di migliorarla e riorganizzarla, ma è fondamentale che arrivi la materia prima, e cioè i vaccini, ancora insufficienti per completare la vaccinazione degli ultra ottantenni e per vaccinare i soggetti fragili”. Questo, in sintesi, il senso delle dichiarazioni che il direttore sanitario dell’ASP, Martino Rizzo, insediatosi da poco più di due settimane al vertice dell’azienda sanitaria di Cosenza, ha reso nel corso dell’audizione di qualche giorno fa davanti alla Commissione consiliare sanità di Palazzo dei Bruzi, presieduta dalla consigliera Maria Teresa De Marco e dedicata alla disamina delle problematiche emerse durante la campagna vaccinale in corso di svolgimento a Cosenza. La seduta di commissione è stata introdotta proprio dalla Presidente De Marco che nel rappresentare le richieste e le sollecitazioni di numerosi cittadini, ha chiesto al direttore sanitario dell’ASP chiarimenti sull’organizzazione e sul programma della campagna vaccinale, evidenziando le criticità relative soprattutto ai ritardi accumulati nell’effettuazione dei vaccini agli over 80 (soprattutto con riferimento all’assenza delle seconde dosi) e alle persone fragili, portatrici di particolari patologie. Anche sul non perfetto funzionamento della piattaforma per le prenotazioni la Presidente De Marco ha espresso più di una riserva. “C’è qualcosa – ha detto – che non funziona nel sistema. Dobbiamo compiere un balzo in avanti – ha detto ancora De Marco – perché il virus non dà scampo. Purtroppo la campagna vaccinale è stata finora fallimentare, perché i vaccini non ci sono. L’impegno dell’Asp deve essere quello di reperirli”. Il direttore sanitario dell’ASP di Cosenza Rizzo, intervenuto subito dopo, ha ammesso i ritardi nell’avvio delle attività, non ascrivibili al suo mandato, iniziato da pochissimo. “Stiamo cercando – ha aggiunto – di riorganizzare la macchina delle vaccinazioni. Un ritardo – ha detto –   dovuto alle nostre carenze, in quanto non siamo stati in grado di stabilire immediatamente con i Comuni delle sinergie per cercare di organizzare le attività vaccinali al più presto. Quando poi siamo riusciti ad individuare un buon numero di ambulatori, organizzati e garantiti, ci siamo scontrati con la carenza di vaccini. Oggi dobbiamo garantire le seconde dosi che potranno subire lo slittamento di qualche giorno, ma non più di tanto. Cosenza finora è riuscita a garantire 240 vaccini settimanali. Più di questo non si poteva fare. L’obiettivo è quello di inserire altri centri vaccinali, in maniera tale da arrivare a 160 vaccinazioni al giorno. A quel punto la situazione di Cosenza sarà risolvibile a breve. La popolazione anziana di Cosenza è tre volte superiore, ad esempio, a quella di Rende. C’è stata una maggiore sofferenza in quest’area e forse anche una disparità. Nell’ultima riunione della task force si è stabilito di riequilibrare l’andamento vaccinale, aumentando il numero di dosi per Cosenza. La speranza – ha detto ancora il dottor Martino Rizzo – è che il vaccino Janssen di Johnson & Johnson, di recente approvato e già entrato in produzione, consentirà, se sarà in distribuzione dal prossimo 7 aprile, per come è stato annunciato, di imprimere un’accelerazione ulteriore alla campagna di vaccinazione. Non solo è un vaccino più innovativo, più facilmente trasportabile (perché non ha bisogno del congelamento a meno 70 gradi) e che sarà somministrato in unica dose,  ma potrà essere gestito anche dai medici di base, dalle farmacie e dagli odontoiatri. Al momento – ha aggiunto Rizzo – la situazione di Cosenza resta deficitaria. Gli over 80 sono 5400 e attualmente ne sono stati vaccinati 1900, quindi neanche la metà. Se dal 15 aprile avremo dosi sufficienti, avremo la forza di vaccinare tutti gli anziani di Cosenza nel giro di una settimana”. Il direttore sanitario Rizzo è stato poi “incalzato” dalle domande dei consiglieri comunali che hanno preso parte alla commissione. Diverse le questioni sollevate: dal numero esiguo dei centri vaccinali in tutta la provincia, 15 anziché i previsti 78 (questione posta dalla consigliere Annalisa Apicella) ai criteri utilizzati nella distribuzione dei vaccini, avvenuta superficialmente favorendo altre zone territoriali (Francesco Cito), all’approssimazione e leggerezza nel modus operandi  e senza un piano di somministrazione veramente efficace (Enrico Morcavallo), alla carenza dei vaccini, situazione che genera tutta una serie di disservizi con i cosentini costretti ad andare, ad esempio, a Castrovillari (Giuseppe d’Ippolito). Altre criticità sono state evidenziate da Andrea Falbo che ha proposto di convocare una commissione sanità direttamente alla Cittadella regionale (“di questo passo impiegheremo tre anni a vaccinare tutti i cittadini della provincia di Cosenza. E’ arrivato il momento della mobilitazione”), da Bianca Rende che ha parlato di “situazione drammatica” chiedendo al direttore sanitario Rizzo quali siano le reali intenzioni per recuperare altre dosi, ed evidenziando “un chiaro disegno di discriminazione territoriale” con la necessità di reclamare il sacrosanto diritto alle dosi della Calabria e della provincia di Cosenza. Allo stesso modo, la consigliera Rende ha posto in evidenza “la necessità  di rivedere i codici di accesso al sistema di prenotazione, in presenza di una impossibilità di accedere da parte di patologie gravi che non vengono riconosciute come tali”. “Se mancano le dosi – ha poi sottolineato con forza il consigliere Carmelo Salerno – c’è una debolezza politica della nostra regione” Salerno ha poi proposto l’adozione di criteri meritocratici, soprattutto con riferimento alla valutazione dei direttori del distretto. “Non è pensabile – ha aggiunto Salerno – che da regione covid free la Calabria sia diventata l’ultima regione del mondo”. La carenza di programmazione è stata, infine, messa in luce anche dalla consigliera Francesca Cassano che ha parlato, inoltre, di “disfunzioni nell’effettuazione dei tamponi”. Le conclusioni sono state tratte dal direttore sanitario Rizzo che ha indicato come la prima sottovalutazione abbia riguardato il numero degli over 80: 130 mila ultraottantenni in Calabria, 50 mila in provincia di Cosenza. “Era il dato da cui bisognava partire e di cui si sarebbe dovuto tener conto. La madre di tutte le battaglie resta – ha aggiunto Rizzo – la carenza di vaccini. Se i vaccini fossero sufficienti potremmo mettere nell’agenda di Cosenza 250 vaccini al giorno il che eviterebbe la chiusura delle agende e la necessità di dirottare gli over 80 verso gli ambulatori lontani dove ancora c’è posto”. Rizzo ha chiesto ai cittadini di avere ancora pazienza fino al nuovo vaccino che consentirà agende più ampie consentendo al centro vaccinale di via degli Stadi di operare non per 240 vaccini a settimana, ma per 240 vaccini al giorno. Ci aspettiamo, infine, che le aziende farmaceutiche rispettino i patti con un incremento delle forniture”.