Mar 13 Apr 2021
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A ruba le uova AIL: asilo di Cosenza termina per primo la campagna di vendita

di Mariafederica Martire

Sold out” delle uova di Pasqua in meno di una settimana. L’asilo privato “Puffilandia” di Silvana Spizzirri, si classifica come prima scuola di Cosenza che ha venduto tutte le uova AIL, Associazione Italiana Leucemia, confermandosi, ancora una volta, come simbolo di sostegno alla ricerca delle malattie rare. 

I genitori dei bambini e gli insegnanti dell’istituto hanno deciso di acquistare le uova promuovendo il motto “insieme si può”. Con soli 12 euro hanno potuto apportare un contributo concreto alla ricerca, dando un segno importante di solidarietà. 

Un evento, in realtà, che non sembra essere nuovo per l’asilo Puffilandia. Come ogni anno, infatti, la scuola si impegna a promuovere tanto la vendita delle uova di Pasqua, che delle stelle di Natale AIL e lo fa con l’obiettivo primario di insegnare ai bambini che la scuola deve essere anche fonte di solidarietà, senza, perciò, mai dimenticare quali sono i veri problemi della società. 

Un impegno a dir poco nobile, che va avanti già da diverso tempo. Infatti, ben prima che scoppiasse la pandemia, la scuola si è sempre attivata affinché potesse rappresentare uno stabile punto vendita a sostegno delle iniziative dell’AIL ed ha aumentato il suo impegno proprio quando le piazze sono state abbandonate, per i motivi oramai a tutti noti. 

Puffilandia, tuttavia, non si è fermata qui, ma ha altresì voluto ricordare ai ragazzi che nessuno “deve rimanere indietro”. Parallelamente alla campagna AIL, infatti, è partita anche la raccolta dell’uovo solidale: ogni bambino ha acquistato e portato presso la scuola un uovo che verrà consegnato prima di Pasqua in una struttura di bambini meno abbienti nella città bruzia

I nostri ragazzi devono vedere con i loro occhi e capire quanto sono fortunati”, afferma la direttrice dell’istituto, Silvana Spizzirri; “i nostri bambini hanno tutto e per farglielo apprezzare devono vedere le altre realtà, non con disprezzo, ma con condivisione e integrazione”, conclude infine.