Ven 14 Mag 2021
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“Non sono una signora”, Angela Cosentino racconta la sclerosi multipla

di Anna Zupi

Angela Cosentino nasce a Cosenza nel 1988. Cresciuta a Vaccarizzo di Montalto consegue la maturità classica e la laurea triennale in Ingegneria Informatica e Biomedica a Catanzaro. Si trasferisce a Firenze dove prosegue gli studi e nel 2014 si laurea con Lode.
Volontaria nell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), oggi Angela diventa autrice del suo primo libro “non sono una signora”.  Il testo che ha come protagonista Anna, una giovane ragazza a cui viene diagnosticata la Sclerosi Multipla. Un faccia a faccia con una realtà dura da accettare, ma la protagonista affronta con caparbietà. Un testo toccante, vero, duro. Anna non è solo affetta da Sclerosi Multipla, bensì è una persona piena di emozioni, passioni, fragilità che l’autrice sa far trasparire.

“Non sono una signora” un romanzo che affronta la difficile realtà della sclerosi multipla. Perché la scelta di questa tematica?
È una tematica che mi riguarda da vicino perché mi è stata diagnosticata quando avevo poco più di venti anni. È una malattia subdola perché si manifesta in mille modi, con diversi gradi di severità e può cambiare imprevedibilmente. Quindi in ogni caso devi abituarti a convivere con la possibilità che un giorno potrebbe peggiorare senza sapere se, come e quando succederà. Questo è ancora più destabilizzante se si pensa che la diagnosi arriva generalmente tra i venti e i quaranta anni, quindi nel pieno dei progetti per il futuro. 

Anna, la protagonista, è un personaggio di fantasia o esiste? Quanta consapevolezza ha la protagonista di non poter vincere contro la sclerosi multipla?
Anna è un personaggio tra fantasia e realtà che mi somiglia molto. Ha accettato la diagnosi e il carico di rischi che porta, è pienamente consapevole che non si può vincere questa guerra e cerca di reagire semplicemente continuando a vivere. Ho sentito qualche giorno fa un intervento di Fiammetta Borsellino in un programma su La7. Diceva che la sua famiglia era costantemente consapevole dei rischi che correva e ognuno di loro esorcizzava la paura continuando a vivere la sua vita. Credo che Anna faccia la stessa cosa, anche se in un contesto molto diverso. Quando qualcuno riesce ad andare avanti nonostante un dramma, trova negli altri reazioni che spesso possono ferire. Le reazioni variano dall’eccessiva ammirazione, alla compassione, al giudizio mal celato. In qualche caso viene preso per incosciente, più frequentemente si sente dire “tu sei forte, io non ce l’avrei mai fatta al posto tuo”. Molti non sanno che spesso andare avanti è solo una necessità, una scelta obbligata.

Che messaggio vuoi fare arrivare al lettore?
Con questo libro, volevo innanzitutto ricordare che le persone con sclerosi multipla, o con qualsiasi altra malattia, sono prima di tutto delle persone. Quando incontriamo qualcuno con un problema di salute a volte viene quasi naturale pensare che la malattia sia l’unica cosa degna di nota della sua vita. Dimentichiamo che la malattia complica, non cancella, una vita piena di interessi, passioni, obiettivi, progetti e relazioni. Per questo non volevo scrivere un libro sulla malattia, ma su tutto quello che può succedere nel frattempo. Spero che qualcuno leggendo possa sentirsi meno solo e magari trovare uno stimolo per riscoprire quella forza necessaria a non lasciarsi condizionare dalla paura o dalle difficoltà. In fondo, “tutti noi abbiamo una riserva insospettata di forza dentro che emerge quando la vita ci mette alla prova”, come dice Isabel Allende.

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