Lun 20 Set 2021

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Ponte sullo Stretto, dopo anni si scopre che non è realizzabile

Il Popolo della Famiglia è rimasto esterrefatto dalle dichiarazioni del Ministro per le Infrastrutture Enrico Giovannini al recente Meeting di Rimini, qui in una clip video  da Il Giornale, sull’annosa questione degli studi, tuttora in corso, sulle ipotesi di attraversamento stabile dello Stretto di Messina. Il Ministro ha detto che, secondo i recenti esiti della Commissione Tecnica De Micheli, “l’attuale progetto del ponte a una campata non è praticabile, se anche uno lo volesse attuare”.

Il Coordinatore nazionale del Popolo della Famiglia, Nicola Di Matteo, e il Referente del Popolo della Famiglia per Firenze,  Pier Luigi Tossani, ne hanno scritto al Ministro, e per conoscenza ad altre importanti figure istituzionali  (fra le quali il Presidente del Consiglio Mario Draghi e i Presidenti della Regione Sicilia e della Regione Calabria).  Citiamo di seguito alcuni estratti della lettera, la cui versione integrale è allegata alla presente, e questa volta è particolarmente consigliabile da leggere, per chi sia seriamente interessato alla vicenda, perché pare che ne siamo arrivati a uno snodo cruciale. Di Matteo e Tossani chiedono quindi al Ministro:

“Signor Ministro, che significa questa Sua affermazione, che pare del tutto contrastante con quella a Lei attribuita il 5 agosto scorso, che, ormai esclusi i tunnel, evocava l’approfondimento delle uniche due ipotesi di attraversamento stabile rimaste, ovvero il ponte a una campata, e quello con due piloni e tre campate?… Vuol dire forse che, quantomeno per il ponte a campata unica, il verdetto che si aspettava da Italferr per giugno prossimo, è  invece già disponibile, ed è irrevocabilmente negativo?  Le domandiamo: è dunque, inopinatamente, già realtà, quello che Le scrivevamo il 13 agosto scorso, per cui 

“… Ammettere esplicitamente l’infattibilità del ponte equivarrebbe a smascherare questo disegno, e squalificare definitivamente le forze politiche e le potenti lobbies che hanno, da tempo immemorabile, sostenuto questo grande bluff”?”

Si tratterebbe di un grande e benvenuto chiarimento politico, di enorme, evidente portata.

Lei ha poi proseguito il Suo intervento al Meeting di Rimini, dicendo che “la Commissione ha rilanciato l’ipotesi del ponte a tre campate, ma bisogna fare tutta una serie di analisi, e quindi di fatto il Parlamento ha chiesto al Governo di andare avanti con uno studio di fattibilità, che ci aiuti a capire”.

Di Matteo e Tossani a questo punto osservano:

“Signor Ministro, ci permetta di rappresentarLe ancora una volta, ma lo facciamo volentieri, che in realtà la questione del ponte è già stata del tutto approfondita e ben capita ormai da lunga pezza, sia per la versione a campata unica, che a tre. Anzi, per porgere, come nostro metodo, un contributo costruttivo a Lei, al Parlamento e al Governo, proponiamo di seguito il testo integrale di un recente intervento sul tema, a firma congiunta di Domenico Marino, Professore associato di politica economica presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, e di Alberto Ziparo, ingegnere urbanista, docente di Pianificazione Urbanistica all’Università di Firenze, e, tra l’altro, originario di Reggio Calabria. L’intervento di Marino e Ziparo è stato pubblicato sul Quotidiano del Sud in data primo giugno scorso”.

Riportiamo qui, per motivi di spazio, solo la parte centrale dell’intervento di Marino e Ziparo, che è comunque disponibile in file jpg allegato al presente comunicato stampa, e nella versione integrale della lettera aperta, anch’essa allegata:

“Il ponte sullo Stretto: l’annuncio perenne di un bluff per tutte le stagioni

DI DOMENICO MARINO e ALBERTO ZIPARO · 15 GIUGNO 2021

(…) Gli attuali animatori del – molto presunto – tentativo di rilancio del progetto omettono infatti un passaggio fondamentale, decisivo nel 2013 per la cancellazione ufficiale del progetto, l’annullamento di tutti i contratti allora in essere e la liquidazione della società concessionaria, La Stretto di Messina spa: Il coordinatore tecnico-scientifico del progetto aveva ammesso che, a fronte di numerose edizioni di un progetto infinito, quella decisiva per dimostrarne la realizzabilità, la progettazione esecutiva, NON SI ERA MAI REALIZZATA PERCHE’ AVREBBE DIMOSTRATO L’ESATTO CONTRARIO DELLA FATTIBILITA’, OVVERO LA NON REALIZZABILITA’ DEL MANUFATTO.

Il progetto è giudicato allo stato non realizzabile – dalla massima autorità tecnica competente- sia nell’ultima versione con unica campata di 3,3 chilometri, sia nella versione con i piloni nello Stretto (che oggi qualcuno vorrebbe riproporre), bocciata anni prima, proprio dai luminari in materia coinvolti all’uopo dalla società e dal ministero, che avevano concluso sull’impossibilità di poggiare il manufatto su pile “nel mare”, proprio per le condizioni sismotettoniche e meteoclimatiche dello Stretto. Non parliamo delle soluzioni in tunnel, subalveo o sotterraneo, bocciate già da lustri. E sempre dai progettisti, non da tecnici critici.

Il perché di tutto ciò è semplice: non esistono ancora i materiali che assicurano le prestazioni tecnologiche necessarie per costruirlo. Questo enorme problema non è ovviamente menzionato dai politici che, probabilmente non avendo nessuna voglia né alcuna capacità di fare i conti con i reali bisogni e le vere prospettive di Calabria, Sicilia e Mezzogiorno, imitano Cetto La Qualunque e coprono la propria insipienza con l’urlare “facciamo il Ponte”. Con un rimbalzo mediatico certo, tra l’altro, per un argomento considerato di sicuro richiamo….da chi vive in palazzi chiusi, lontanissimi dai tessuti sociali dei contesti calabri e siculi. Dove invece prevale ormai l’insofferenza, insieme ad una certa umana comprensione e sopportazione per una politica che continua a tentare di sopravvivere, ingannando chi invece dovrebbe servire.

Il decisivo problema della “non costruibilità” si aggiunge alle già gravissime negatività territoriali, ambientali, economiche, sociali, trasportistiche, emerse in lustri di studi sul progetto”.  (…)”

Di Matteo e Tossani riconoscono al Ministro Giovannini che

“…Peraltro, apprezziamo senz’altro che Lei, al Meeting, abbia detto che il Governo intende investire prossimamente mezzo miliardo di euro in mezzi e strutture del sistema dei traghetti per efficientare l’attraversamento dello Stretto di Messina: è infatti quello che noi abbiamo sempre suggerito, scrivendone direttamente anche all’attuale Presidenza della Regione Sicilia, vedi qui e qui, che al sistema dei traghetti si è sempre dimostrata severamente avversa, e alla Presidenza della Regione Calabria, che ha costantemente supportato la Giunta Regionale siciliana in questa scelta politica avulsa dalla realtà”. 

E concludono, citando una riflessione su Dante Alighieri, anch’essa ascoltata al Meeting di Rimini:

“…se la verità di tutti i giorni è connessa alla Verità ultima, come crediamo, noi, nella nostra corrispondenza istituzionale, ci siamo spesso ritrovati a interpellare i nostri interlocutori, con toni sempre rispettosi anche se talvolta severi, senza però nemmeno poterli vedere in volto. E quindi senza poter instaurare un vero dialogo, come Dante suggerisce in Paradiso XXI, e avere con loro quella normale dialettica sugli argomenti, che dovrebbe essere l’indispensabile premessa della politica. Ci piacerebbe che questa modalità si potesse evolvere, e in questo senso la questione rimane aperta.