Lun 23 Mag 2022
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Al via l’obbligo di green pass da parrucchiere ed estetista, ecco cosa cambia

Scatta oggi, 20 gennaio 2022, l’obbligo di esibire il green pass base se si va dal parrucchiere, dal barbiere o nei centri estetici

Il green pass base è la certificazione che si ottiene con vaccino, guarigione da Covid o tampone negativo antigenico valido 48 ore o molecolare valido 72 ore. Le attività che si occupano della cura della persona dovranno verificare la validità delle certificazioni dei clienti con l’App VerificaC19.

Quindi no al super green pass, che si può ottenere solo con la vaccinazione o dopo la guarigione, ma basta anche il lasciapassare ottenuto con tampone molecolare (72 ore la validità) o antigenico (48 ore di validità).

Dall’1 febbraio, invece, sarà necessario presentare la certificazione verde base per accedere a uffici pubblici, servizi postali, banche e finanziarie ma anche per fare shopping in un negozio. Non per tutti gli esercizi commerciali, perché è ancora allo studio un decreto che dovrà stabilire per quali scattino le deroghe. È quasi certo che chi non ha il green pass potrà continuare a entrare in supermercati, negozi di generi alimentari e farmacie ma è possibile che vengano aggiunte altre categorie considerate essenziali.

Il Governo sta infatti limando il decreto che contiene l’elenco delle attività primarie cui si potrà accedere senza certificazione: oltre ad alimentari, farmacie, ottici, negozi per acquistare legna o pellet per il riscaldamento, spuntano anche gli uffici postali, ma solo per ritirare la pensione. La misura resterà in vigore fino alla cessazione dello stato di emergenza.

Nel frattempo sono stati fatti passi avanti verso la modifica del sistema dei colori che potrebbe far finire la metà delle Regioni in arancione a breve sotto la spinta dei contagi. L’ipotesi – emersa ad un tavolo tecnico cui hanno partecipato esperti del ministero della Salute e delle Regioni – è quella di considerare casi Covid soltanto i pazienti ricoverati che hanno sviluppato la malattia, senza includere gli asintomatici in ospedale per altre patologie. Frenata, invece, sulla richiesta di riduzione a 5 giorni.