Mer 25 Mag 2022
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“Legato a letto dalla madre per 20 anni”, il terribile racconto di un medico cosentino

Il medico di base Cosmo De Matteis, di Paola, ha infatti reso noto attraverso Facebook una vicenda agghiacciante, da far accapponare la pelle.

“Una storia incredibile, vi voglio rendere partecipi di quello che ho visto oggi, che io stesso avrei avuto difficoltà a credere. Ho visitato un ragazzo di circa 20 anni, alto di aspetto bello, senza particolari patologie. Questo ragazzo ha vissuto sino a pochi giorni fa in un piccolo centro calabrese, ma come in un classico film dell’orrore, è stato tenuto legato a letto con mani e piedi, pensate mesi anni in questo modo. Penserete chi mai potrà aver fatto atti così ignobili, incredibile si tratta della madre si la madre. Non conosco i particolari, ma questa donna, non la chiamerò certo madre, per 20 anni ha tenuto in casa prima un neonato, poi un bambino, poi un ragazzo sempre immobilizzato, senza ormai il Controllo degli sfinteri, oggi col pannolone. Il compenso la donna abbastanza giovane, percepiva la pensione di invalidità del ragazzo per i suoi piaceri. Ancora non so come in un piccolo paese, ometto il nome volontariamente, i paesani non si siano resi conto di questo orrore in mezzo a loro, non so come i carabinieri siano giunti a conoscere questo dramma e portare in una struttura il ragazzo. Oggi abbiamo un essere che non sa parlare, non conosce né il linguaggio né i segni, sembra un cucciolo di animale in un mondo sconosciuto. Un recupero anche minimo sarà un lavoro notevole per gli addetti ed anche lungo. Storie del genere io le avevo visto in qualche film, ma avere vicino un ragazzo che emette dei suoni al posto della parola che non sa coordinare i propri movimenti, che necessita del pannolone, ma soprattutto che una mamma, la parola per me più bella al mondo, abbia perpetrato questo per venti anni mi fa perdere ogni fiducia e certezza.

Questo quanto scrive De Matteis su Facebook rivolgendo anche un appello:  “In realtà vorrei usare questa attenzione mediatica per sollevare un altro problema grave. Il giovane è ricoverato in una struttura sanitaria e riceverà cure adeguate, se ne farà carico la Regione, ma quando sarà il momento di affrontare la riabilitazione e tentare una sorta di recupero, che non sarà mai totale, comincerà il balletto dei trasferimenti da una struttura all’altra, in attesa che quest’uomo compia 65 anni e finisca in una residenza per anziani. Ne ho parlato col suo avvocato e non ci sono strutture adatte alla sua situazione. Questi sono pazienti particolari che hanno bisogno di cure particolari, durature e continue, e di professionisti formati per gestire tali situazioni. Servono percorsi sanitari adeguati per ogni persona. È ora di aprire queste strutture e di dare pari dignità a tutti i pazienti.”