Dom 22 Mag 2022
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Ponte sullo Stretto, Occhiuto insiste: «Infrastruttura strategica»

Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto chiede, in una intervista a “Il Giornale”, di accelerare sulla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina.

Il governatore della Calabria afferma che “il Ponte sullo Stretto è un’infrastruttura necessaria per collegare i 6,5 milioni di abitanti di Calabria e Sicilia al resto dell’Europa, colmando così il divario di sviluppo del Mezzogiorno”.

“Il Ponte – afferma Occhiuto – è un’infrastruttura strategica per l’Italia e per l’Europa. Per realizzarla in tempi brevi sarebbe ragionevole fare riferimento al progetto definitivo del 2005 che aveva ottenuto tutte le autorizzazioni. Il collegamento stabile fra Calabria e Sicilia non solo aiuterebbe a colmare il gap con il resto del Paese ma sarebbe una grandissima occasione di crescita per il Mezzogiorno.

La Regione Calabria sta effettuando importanti investimenti nell’area di Gioia Tauro perché sono convinto che, anche a causa della guerra, il Mediterraneo diventerà sempre più centrale. L’Italia, invece, lo ha trascurato negli ultimi anni. Il Ponte sullo Stretto sarebbe una straordinaria infrastruttura per rendere ancor di più Calabria e Sicilia la porta dell’Europa sul Mediterraneo”.

“Un’opposizione ideologica all’infrastruttura, ancora oggi animata dal Movimento 5 Stelle, merita l’impegno non di un solo ministro ma dell’intero esecutivo. L’intero governo e il presidente del Consiglio – tuona Occhiuto – dovrebbero definire il Ponte come priorità strategica perché già inserito nella rete di trasporto europea Ten-T. Paradossalmente è ritenuto più strategico per l’Europa che per l’Italia.

“Quello che non manca – secondo Occhiuto – sono le risorse per le infrastrutture. Peraltro, sono convinto che nel corso degli anni tutti i Paesi, e l’Italia ancor di più, saranno costretti a rivedere gli obiettivi del Pnrr e a rimodularlo, anche alla luce di quello che è successo in Ucraina. Se si optasse per il progetto cantierabile, si potrebbe trovare facilmente il finanziamento. Più che problemi sul tracciato ci sono preoccupazioni sul finanziamento perché ci sono 1,8 miliardi nel Pnrr e 9 miliardi nel Fondo complementare ma mancano circa altri 12 miliardi.

Sono confortato dal fatto che il governo continua a ritenere l’opera come strategica per il Mezzogiorno. Se si realizzasse il Ponte, sarebbe economicamente più sostenibile anche l’investimento sull’Alta velocità perché collegherebbe due regioni con 6,5 milioni di abitanti”.