Sab 25 Giu 2022
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Racconti e orizzonti nell’abbraccio tra Solidarietà e Sostenibilità 

di Pierfrancesco Greco

S’è concluso il simposio “Enel Energia & UICI: Storie d’Insieme”, che ha avuto luogo presso i locali dello Spazio Enel di Cosenza. Frutto dell’incontro tra una possente realtà aziendale e una centenaria associazione categoriale di carattere morale, l’iniziativa, nelle intenzioni dei promotori, ha rappresentato il primo passo d’un cammino comune animato da sogni, speranze, realtà di crescita e inclusione.

L’Amore è Energia che trae vigore nell’incontro delle esistenze, dei pensieri, dei propositi, delle aspirazioni, delle parole che istantaneamente si trasfigurano in fatti … L’incontro, la chimica dell’incontro presenta tali elementi; i medesimi elementi che hanno dato forma e sostanza all’incontro di due entità, Enel Energia e Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che operano nella contemporaneità, tracciando e seguendo, nei rispettivi ambiti di riferimento, una linea operativa convergente sui principi della Sostenibilità e della Solidarietà; quei principi trovanti risultanza, fattuale e valoriale, nel calore che dona Luce a ogni giorno: un incontro che ha avuto i caratteri dell’evento, quello svoltosi poco fa a Cosenza, presso lo Spazio Enel di via Fratelli Sprovieri, a cui hanno partecipato, in una mattinata risultata copiosa di contenuti e riflessioni rifuggenti dalla banalità, i responsabili Mercato Italia Macroaria Sud Region CCA (Campania – Calabria) di Enel Energia, unitamente a dirigenti e associati UICI.

“Enel Energia & UICI: Storie d’Insieme”, questa la tematica partendo dalla quale si sono dipanate le storie che hanno colmato di insegnative emozioni i momenti appena trascorsi. Storie di quotidianità, di impedimenti superati e da superare; storie di Energia – intesa quale riferimento, sostegno aiuto nella quotidiananità dell’inclusione, dell’integrazione e dell’autonomia, del salubre divenire -, declinata tanto nella natura fisica, quanto nella dimensione ideale, umana, etica; storie attraverso cui scorgere sorprendenti prospettive, sottese all’iniziativa in questione, che è stata concepita quale passo, apparentemente piccolo ma in realtà prezioso, per superare le ombre di ogni limite, percorrendo la strada, costeggiata da vivide speranze, degli ausili: speranze di felicità da inseguire e fare proprie con la tempra del sentimento, tale da dare seguito “una rivoluzione strisciante per accettare e valorizzare noi stessi” e “rendere realmente il mondo un posto migliore”.

In effetti, l’iniziativa, fortemente voluta dal dottor Vincenzo Perla, responsabile del Canale Spazio Enel Campania-Calabria, oltre che dal personale dello Spazio Enel di Cosenza, ed entusiasticamente sostenuta dalla Sede territoriale UICI cosentina, ha inteso essere la manifestazione, come suggerisce il tema stesso, della volontà di camminare insieme, in un’ottica, se possibile, che va oltre l’interazione tra le entità promotrici, per disegnare e dare voce a prospettive di crescita e fiducia …

“Insieme per parlare, per immaginare, per costruire … Con l’Energia del sogno … Con la Luce dell’impegno … Con l’Amore del Servizio … Le parole sono lo specchio del mondo; in esso si riverbera l’esistenza del nostro agire, del nostro contributo al mosaico globale, ove dovrà trovare i propri contorni una più giusta ed eguale condivisione della gioia, dell’Energia di vivere … Quell’Energia che viaggia, trovando il principio, il senso e il coronamento, in noi, in ognuno di noi”, ha evidenziato Perla; ed è vero, perchè le storie di ognuno di noi sono la Storia di tutto il Mondo. Storie che “si sono ritrovate in questo evento, che consentirà a tutti noi – ha affermato la dottoressa Annamaria Palummo, Consulente dello Spazio Enel di Cosenza e dirigente UICI – di aggiornare e valorizzare i termini della questione concernente l’inclusione, partendo da un contesto aziendale che si deve permeare di categorie sociali quali la disabilità sensoriale, al fine di esprimere compiutamente il valore etico di cui Enel è portatore nel mondo;

L’inclusione vuol dire adattare i contesti affinché si possa ridurre in maniera ragionevole il gap creato dalla disabilità e quindi evitare che si viva il disagio. In questo senso, è fondamentale enucleare le varie sfaccettature della cecità per far comprendere che è possibile condividere spazi e strumenti in armonia, senza perdere unicità”. E così una solida realtà aziendale e una centenaria associazione a carattere morale hanno dato vita a un simposio originale, per genesi e questioni affrontate, a cui ha offerto interessante integrazione la mostra di ausili e materiale tiflodidattico e tiflotecnico, allestita e curata, negli spazi che hanno ospitato l’iniziativa, da due operatori UICI.

Nella mattinata cosentina, si sono, quindi, stagliati raggi recanti “l’Energia della solidarietà, il faro della sostenibilità, l’orizzonte dell’inclusione, disegnati sullo sfondo di un cammino da completare”; un cammino da animare, con “Organizzazione e Progettualità aziendale, sullo sfondo dell’umanità, attraverso il racconto di un mondo possibile”, in seno a cui “l’Unicità e la socialità, strette in un abbraccio, siano avamposto del progresso”; quel progresso che, tra “Vicende di buio e Storie di aurore, l’UICI, da oltre un secolo porta, nella quotidianità di tante esistenze, affinché esse, valicando lo steccato della cecità, abbiano la possibilità di vivere la quotidianità della felicità”.

Un quotidiano da assaporare anche tra “Ombre e bagliori, attingendo copiosamente dalla fonte delle pari opportunità, insostituibile oasi di integrazione anche nella realtà dell’ipovisione”; e in tutto questo “l’Enel e l’Etica del fare che ne contraddistingue l’attività, può svolgere una funzione di apicale rilevanza, in un futuro da vivere, per elaborare e attuare una strategia morale di crescita strutturale”.

Una convergenza, quella tra Enel Energia e UICI, che trova contatto “nel Lavoro, nell’Efficienza e nei Valori, da garantire e sempre migliorare, insieme, per supportare una prospettiva di evoluzione sistemica, per scrivere una nuova storia di sviluppo culturale”. Del resto, la metà cui tendere non può che essere questa, allorché a camminare, a correre insieme sono due giganti, nei rispettivi campi: il campo dell’Energia, che rende tersa la notte delle nostre strade, delle nostre piazze, dei nostri vicoli, delle nostre città, che reca luce nelle nostre case, calore nei crepuscoli invernali e frescura nelle assolate estati, e il campo dell’impegno associativo, che rende tersa la notte del limite sensoriale, valicando il buio nelle esistenze di chi guarda al mondo con i sensi che non passano dagli occhi, portando la luce della solidarietà negli anfratti della solitudine, calore umano tra le tormente delle difficoltà e frescura gioiosa nei deserti esistenziali … Due Energie che includono speranza, che garantiscono opportunità, che integrano obiettivi, che tracciano modernità, progresso, eguaglianza … Il progresso che viaggia sui fili del lavoro svolto quotidianamente, in un campo e nell’altro, per ogni bambina, per ogni bambino, per ogni donna, per ogni uomo, per ogni essere che respira nel sentimento … Per tutti noi, insomma: esseri che, in quanto umani, siamo capaci, a prescindere da qualsiasi abilità o unicità, di vedere la bellezza del mondo col sereno tepore che nasce nel Cuore. Strutturata su tali basi, l’iniziativa ha aperto tanti orizzonti, delineati in un complesso, e in ogni caso esaustivo, intreccio, ove principi e spunti attinenti alla sfera delle politiche industriali si sono toccati, legati, intessuti con ideali aneliti concernenti la rappresentanza di istanze categoriali, sociali, morali; intreccio che ha trovato sintesi nelle storie di donne e uomini ciechi e ipovedenti, raccontate dai protagonisti stessi, e sul ruolo che l’energia ha nella loro quotidianità, come riferimento, sostegno, aiuto. Un riferimento, un sostegno, un aiuto focalizzati sull’obiettivo dell’inclusione, dell’integrazione, dell’autonomia, che, per chi vive la dimensione della disabilità, è la stella polare, la luce di ogni giorno, appunto, attraverso cui guardare con fiducia al futuro.

Un futuro che potrebbe trovare nell’interazione tra UICI ed Enel Energia la spinta propulsiva verso sviluppi d’inusitata incisività culturale e, quindi, strutturale affetentemente all’universale socialità, del presente e della posterità: già, una realtà aziendale come Enel Energia, che porta luce e calore nelle nostre case, permettendo, altresì, produzione, crescita, sviluppo strutturale, potrà trovare in un’associazione come l’UICI – la cui mission, da oltre cento anni, si estrinseca nell’opera volta a garantire eguaglianza, pari opportunità, in definitiva, felicità ai suoi associati e a tutti i disabili della vista, in un’ottica universale, per squarciare il freddo buio del limite sensoriale, proprio come la luce di una lampada o il tepore di un calorifero fanno in una stanza pervasa dall’ombra e dal freddo – l’opportunità di percorrere nuove strade di solidarietà, consolidando una vocazione filantropica che da tempo connota la sua attività nella sfera industriale italiana e internazionale. Incrociando le loro strade Enel Energia e UICI, possono accendere una luce più splendente e donare un calore più avvolgente di tutto quello che i nostri sensi possono cogliere: la luce e il calore della speranza della felicità condivisa, delle possibilità libere dalle barriere, verso una crescita reale, diuturna, onnicomprensiva, sostenibile, rispetto alla condizione esistenziale propria dell’Umanità – da interpretare come valore e, nel contempo, insieme di individualità -, di una Società aperta al mondo, capace di cambiare il mondo: quel mondo che palpita nel Cuore di ognuno di noi e che col nostro Cuore, con le nostre storie saremo capaci di colmare con l’Energia dell’Amore.