Sab 25 Giu 2022
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E’ nato in Calabria il primo vino in Italia

La storia del vino in Italia ha origini antichissime e pregiate. Furono i Greci i veri iniziatori della cultura enologica italiana. A loro si deve l’introduzione del vino in Calabria.

I Greci risultano, infatti, fondamentali nella storia vinicola calabrese che vede molte delle uve oggi vinificate essere state introdotte proprio nell’epoca della colonizzazione ellenica datata attorno al VII secolo a.C.

Il primo porto d’approdo che coinvolse il traffico di vino e di uve con questo popolo fu in Calabria, e successivamente in Campania ed in Sicilia. I Greci cominciarono non solo a sviluppare la viticoltura e la vinificazione nei loro territori, ma contribuirono anche alla sua diffusione nelle altre aree, piantando in questo modo i semi i cui frutti saranno poi raccolti dai Romani e diffusi in tutta Europa per un prodotto che diventerà da subito e per tutti i secoli avvenire uno dei principali per tutti i popoli europei.

Furono gli stessi greci a riconoscere la fertilità del territorio della Calabria, adatto alla produzione vitivinicola, e per questo lo chiamarono Enotria, vale a dire “Terra del vino”, derivato da Oinotron, che in greco indica un palo di legno a sostegno di una pianta di vite e che ha comunque un innegabile legame con la parola oinos, vino.

Il termine Enotria venne poi esteso per indicare non solo la Calabria ma tutta l’Italia. Sibari divenne mercato vinicolo attivo e presto si aggiunsero anche altre zone come Locri e Crotone.

Proprio nei pressi di quella che fu l’antica colonia greca di Cremissa, già allora sede di un imponente tempio dedicato a Bacco, sorge l’attuale Cirò Marina, da cui prende il Cirò, la più importante delle denominazioni di origine della regione.

Ancora oggi il Cirò viene prodotto con quelle stesse uve che venivano utilizzate per preparare il prezioso “Cremissa”, al tempo della civiltà greca, che divenne perfino il vino ufficiale delle Olimpiadi.