Sab 25 Giu 2022
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La “stroncatura”, la pasta calabrese che ha successo in tutto il mondo

La Calabria conosciuta ed apprezzata in tutto il Mondo anche per le sue eccellenze alimentari. Un esempio è dato dalla stroncatura (struncatura in dialetto). La pasta, di origine antichissima, era un prodotto di recupero e veniva prodotta con le crusche dello scarto della molitura. Si racconta che la farina venisse letteralmente “spazzata” da terra e che per ovvi motivi igienici sia stata poi proibita (adesso naturalmente questa procedura è vietata!). Un ventennio fa si poteva trovare anche nelle botteghe locali in una sorta di “contrabbando di pasta”, ma con il tempo, è sparita dal mercato per tornare da qualche decennio negli scaffali dei più quotati negozi alimentari di tutto il mondo, migliorata ed adattata alle corrette norme igieniche.

Si tratta di un primo piatto ritenuto dagli intenditori davvero squisito. La stroncatura viene prodotta con semola di grano duro, semola di grano duro integrale e segale di grani antichi coltivati in modo naturale e macinati a pietra. Ruvida e porosa come poche, di un formato simile alle bavette e con una lunghezza di 30/40 centimetri, riesce a conquistare anche i palati più sofisticati. Molto richiesta, infatti, dai più grandi chef stellati del mondo che adorano cucinarla, creando prelibati piatti di alta scuola. Un paradosso se si pensa che c’è stato in tempo in cui questa pasta era sinonimo di cibo per animali e cucina povera.