Mer 10 Ago 2022
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Cittadinanza onoraria per minori stranieri: anche a Cosenza ci sarà lo Ius soli

Con il voto favorevole ed unanime dei presenti in aula (20 consiglieri, compreso il Sindaco Franz Caruso), il Consiglio comunale presieduto da Giuseppe Mazzuca ha approvato questa sera la mozione sullo ius soli, primi firmatari i consiglieri comunali Chiara Penna e Francesco Turco, sostenuta dalla maggioranza di Palazzo dei Bruzi.

Al momento della votazione, i consiglieri di Fratelli d’Italia rimasti ancora in aula, Giuseppe d’Ippolito e Ivana Lucanto (il capogruppo Francesco Spadafora si era allontanato in precedenza per un impegno) hanno abbandonato i lavori del Consiglio, così come lo stesso d’Ippolito aveva anticipato nel suo intervento, nel caso in cui non fosse stata presa in considerazione una sospensione dei lavori per consentire di trovare un’intesa sugli emendamenti che lo stesso esponente di Fratelli d’Italia aveva presentato alla Presidenza ed illustrato durante il dibattito.

Dibattito che era stato aperto dalla illustrazione della mozione da parte della prima firmataria, la consigliera Chiara Penna.

“Quando nel febbraio scorso per primi discutemmo con entusiasmo circa la possibilità di inserire il riferimento simbolico al principio dello ius soli – ha detto Chiara Penna – per consentire la possibilità di conferire la cittadinanza onoraria ai bambini minori nati da genitori stranieri a Cosenza, o da genitori stranieri regolarmente soggiornanti a Cosenza o nati all’estero, ma che hanno completato almeno un ciclo scolastico o di formazione italiano e soggiornanti a Cosenza, sì da argomentare e sollevare il tema della cittadinanza e della uguaglianza,  ci aspettavamo l’opposizione di alcune forze politiche, ma non il vespaio che si è scatenato.

Dico questo – ha aggiunto Penna -perché si sono scomodati addirittura alcuni esponenti della politica regionale e nazionale, ma si è soprattutto fatto un utilizzo maccheronico, balzano, di alcuni istituti di natura giuridica quali la legittimità formale, dimostrando di non avere alcuna dimestichezza con questi argomenti, né competenza, solo al fine esclusivo di ostacolare l’emanazione di un atto di natura prettamente politica. Il diritto – ha rimarcato la consigliera Penna -è un complesso di norme e di regole che non disciplinano soltanto i rapporti tra Stato ed Ente locale e tra Stato e cittadini, e non rappresentano un insieme di norme che rimangono statiche e non possono essere interpretate o suscettibili di modifica. 

Il diritto deve rispondere ai cambiamenti sociali e si deve adeguare ai tempi. Il legislatore è colui che deve dare delle risposte ai cittadini e a questi cambiamenti sociali. E chi è il il primo interlocutore dei cittadini, se non il Comune? E’ dai piccoli comuni e dalle piccole realtà che partono i cambiamenti sociali. E’ nostro compito precipuo – ha detto ancora Chiara Penna – far sì che questi cambiamenti si espandano. Siamo un ente locale autonomo con prerogative, diritti e la legittima possibilità  di far sentire la voce dei cittadini ed è giusto che il legislatore si adegui. Le parole, le articolazioni sono importanti, soprattutto quando si parla di diritto, e quando non c’è la capacità di trattare adeguatamente alcuni argomenti, diventano, purtroppo, un boomerang.

Che cos’è la cittadinanza onoraria? La cittadinanza onoraria  è disciplinata esclusivamente dalla Costituzione, dal Tuel e dal regolamento comunale.  Ciò significa che il Comune può attribuire la cittadinanza onoraria per una serie di ragioni: per meriti artistici, per meriti culturali, sportivi, a persone o associazioni che si sono distinte”.  La consigliera Penna ha poi ringraziato il Sindaco Franz Caruso, il Presidente del Consiglio Giuseppe Mazzuca, i consiglieri di maggioranza che hanno sostenuto e firmato la mozione e gli assessori Veronica Buffone, Pina Incarnato e il Vice Sindaco Maria Pia Funaro.

“La questione – ha aggiunto – assume una valenza ancora più importante perché mai come in questo momento è necessario presidiare dei diritti inviolabili. Quel che penso e che ho scritto è la manifestazione della volontà progressista di questa Amministrazione di farsi portavoce del cambiamento sociale e ne scrissi già nel 2013 su riviste nazionali, sulle cui pagine veniva affrontato il tema dell’importanza dell’integrazione rispetto all’immigrazione e rispetto a criteri che una parte dell’opposizione indicava nella sicurezza nazionale, confondendo la sicurezza nazionale e l’immigrazione con l’incremento della criminalità. E’ esattamente il contrario.

Gli immigrati di seconda generazione sono quelli sottoposti ad un rischio vulnerabilità così alto, per essere vittime oscure di reati che non vengono neanche denunciati. Sono in una posizione ibrida perché non si riconoscono nella generazione precedente di immigrati che hanno sofferto, riorganizzando la propria vita e staccandosi completamente dai propri legami affettivi, culturali e ambientali. Questo fa sì che in una città come Cosenza vengano caricati di aspettative e poi, invece, si trovano ad essere etichettati come stranieri, pur essendo italiani, cosentini e cittadini di questo territorio.

 E’ sulle politiche di integrazione che bisogna agire se si vuole creare una società veramente includente. Il fenomeno dell’immigrazione non si può fermare, si deve regolamentare, perché il progresso è qualcosa che nessuno può controllare e prima o poi chi si ostina a rimanere ancorato a delle ideologie passate e sorpassate, dovrà farci i conti. Non solo ribadisco che il tema dello ius soli è di fondamentale importanza  per la nostra Cosenza progressista, ma è un dovere per una città come Cosenza alzare il livello della discussione politica ed elevare il livello culturale perché Cosenza non sia solo una città europea, ma diventi una città internazionale, nella forma e nella sostanza.

Cosenza deve essere al centro del dibattito politico e del dibattito sociale. Noi facciamo un piccolo passo. Con l’approvazione della mozione contribuiamo a sensibilizzare le nuove generazioni che sono la nostra unica speranza e soprattutto quello di oggi non è un pomeriggio perso, ma nel quale si apre un iter di modifica dello statuto, che avverrà secondo i canoni stabiliti dalla legge, e si lavorerà per modificarlo in senso integrativo, senza abrogare nulla e quando si integra lo statuto, vuol dire che si ampliano i diritti e quando si ampliano i diritti si sta sempre dalla parte giusta, non da quella sbagliata, per far sì che Cosenza sia una città all’avanguardia. Questa è una Amministrazione progressista”.