Mer 10 Ago 2022
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Al Magna Graecia Film Festival entusiasmo per l’egittologo Zahi Hawass

“È la terza volta che vengo a Catanzaro, qui mi sento bene, è una città che sento un po’ mia e sono contento che ci sia una festa del cinema così importante”.

Così Zahi Hawass, il più grande egittologo del mondo, ha evidenziato la propria emozione nel salutare il pubblico del Magna Graecia Film Festival in occasione del partecipato incontro che, ieri pomeriggio al Supercinema di Catanzaro, ha preceduto la proiezione del documentario “Tutankhamon. L’ultima mostra”.

L’anniversario dei 100 anni dalla scoperta della tomba del faraone egizio è stata l’occasione per riflettere sulle nuove evidenze archeologiche che saranno annunciate nei prossimi mesi. All’egittologo si deve infatti la scoperta della genealogia del “Golden Boy”, grazie alle analisi scientifiche che Hawass ha condotto sul Dna di alcune mummie egizie. “La prima volta che ho aperto la bara di Tutankhamon e ho visto faccia a faccia il golden boy ho provato un’emozione indimenticabile, la più grande della mia vita”, ha commentato Hawass.

“A settembre daremo notizia di una importante scoperta che riguarda le vere cause della morte del faraone. Stiamo ancora lavorando, inoltre, sulla tomba della regina Nefertiti e della moglie di Tutankhamon”. Hawass ha annunciato a Catanzaro che il prossimo 4 novembre, quando si celebrerà il centenario, verrà messa in scena l’opera lirica Tutankhamon, scritta dagli autori italiani Lino Zimbone e Francesco Santocono.

L’arena Porto ha ospitato la terza serata aperta dall’intervento di Anton Giulio Grande, presidente della Calabria Film Commission, accolto dal direttore del Festival, Gianvito Casadonte, il qualche ha evidenziato la positiva partnership avviata con l’ente che ha voluto sostenere, in particolare, le attività legate alla masterclass. Accolto dall’affetto del pubblico, ha sfilato sul red carpet anche Marco Leonardi che ha ricevuto la Vela del successo di Tommaso Megna.

E’ seguita la consegna, da parte dell’assessore al Turismo del Comune di Catanzaro, Antonio Borelli, di un riconoscimento ai medici catanzaresi Lucio Cosco e Carlo Torti, “eccellenze di umanità, disponibilità e professionalità per i calabresi nel corso dell’emergenza pandemica”. L’elegante madrina Beatrice Grannò ha poi chiamato sul palco il giovane attore Lorenzo Scalzo per discutere del progetto “The white Lotus”, serie tv HBO di cui sono finite recentemente le riprese. Francesco Santocono ha presentato il trailer di “Io e Freddie-una storia di magia”, di cui è stato autore e regista, lanciando un messaggio per la prevenzione contro l’AIDS. Elisabetta Darida, autrice del libro “Intolleranze elementari”, ha invece parlato delle donne maltrattate che cercano di reinventarsi al centro del volume presentato nel pomeriggio al Chiostro del San Giovanni.

Emozionante momento musicale con il tenore catanzarese Stefano Gagliardi che ha partecipato al film “Acque alle corde”, diretto da Paolo Consorti, regista di cinema indipendente in uscita ad ottobre. Quest’ultimo è stato premiato “per aver tracciato una nuova forma di cinema indipendente capace di fondere drama e ironia con intensità e leggerezza”. Stefano Gagliardi ha poi offerto al pubblico due canzoni, “Nel blu dipinto di blu” e “La Paloma”, prima di ricevere un riconoscimento.

A salutare gli spettatori anche Federico Schiavi, autore di “Divided Ukraine”, film proiettato al chiostro del San Giovanni. Infine, la proiezione del film in concorso “I nostri capitani” è stata preceduta dalla presentazione del regista Alessandro Capitani, già vincitore nel 2019 del Magna Grecia film festival con “In viaggio con Adele”. “Metto sempre al centro una parola, tenerezza o dolcezza – ha commentato -. I personaggi che racconto hanno questo dono e io cerco di tirarlo fuori. In questo film, c’è un bagliore nascosto nei bambini, i fantasmi che racconto sono i fantasmi dell’anima”.