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Pasqua a Vibo, in migliaia sul corso per il secolare rito dell’Affruntata

L’Affruntata, il momento più atteso della Pasqua in molti centri del Vibonese, anche quest’anno è arrivata al momento della sua celebrazione.

Il tempo incerto non ha fermato le migliaia di persone giunte su Corso Vittorio Emanuele III, a Vibo, per assistere al tradizionale rito dell’Affruntata, organizzata come di consueto dall’Arciconfraternita del Santissimo Rosario.

A Vibo Valentia si attende ormai da secoli con fede e presagio il momento in cui avverrà lo “sbilamentu”, la caduta del velo nero indossato dalla Madonna per il lutto, che lascia il posto ad uno splendido vestito azzurro. Ciò avviene nel momento in cui la Madonna scorge il figlio risorto, che avanza verso di lei accompagnato da san Giovanni. Una cattiva riuscita potrebbe preludere ad eventi negativi per la comunità o per il mondo.

Si narra, infatti, che il 24 marzo 1940 il velo della Madonna non cadde e il successivo 10 giugno l’Italia entrò in guerra con l’annuncio dato da Mussolini dal balcone di Palazzo Venezia a Roma, quando appena nove mesi prima lo stesso Duce aveva dichiarato la non belligeranza del nostro Paese.

L’appuntamento è a Vibo Valentia su Corso Vittorio Emanuele dove le statue di Gesù Risorto, di San Giovanni e della Madonna daranno ancora una volta vita al tanto atteso momento dell’incontro tra Madre e Figlio, nel tripudio di migliaia di persone.

Le tre statue vengono posizionate così: la Madonna all’incrocio con via Luigi Razza, Gesù Risorto all’incrocio con via Terravecchia Inferiore, non visibili tra loro. Quindi inizia il percorso di San Giovanni che, con un andamento in crescendo, porta l’annuncio alla Madonna della resurrezione del Figlio.

La rappresentazione popolare vuole che Maria rifiuti di credere per ben due volte, solo al terzo annuncio, ormai convinta, segue Giovanni e corre incontro al Figlio che, accompagnato da San Giovanni, giunge dalla parte opposta, lasciando cadere il manto nero e apparendo vestita di avorio e di azzurro.