I problemi infrastrutturali in Calabria sono tornati prepotentemente alla ribalta con l’incidente di oggi sulla strada statale 280, dove un’auto è finita in una voragine causata dalle forti piogge e dal cedimento del terreno. Questo incidente ricorda tragicamente la vicenda di Stefania e dei suoi bambini, travolti dalla piena in luoghi ora nuovamente devastati.
Abbandono e mancanza di prevenzione
L’abbandono del territorio, la mancanza di prevenzione e la scarsa manutenzione di strade, fiumi e boschi hanno creato, ormai da anni, una drammatica situazione. Questa non è una tragedia limitata solo alla Calabria. L’intero Paese subisce le conseguenze devastanti delle piogge incessanti, con scenari già visti che portano a danni enormi e vite spezzate.
Un prezzo altissimo da pagare
La Calabria, fragile e dimenticata, paga un prezzo altissimo. La statale 280, che collega la costa tirrenica a Catanzaro, è oggi il simbolo del disastro. Questo territorio, così esposto e malservito, fa ricadere sulle spalle dei cittadini un peso insostenibile, in termini economici e di qualità della vita. I danni non si limitano alle infrastrutture, che richiederanno tempo e risorse per essere ripristinate. Le vere vittime sono le persone: lavoratori, studenti, malati che, nonostante le strade insicure e i rischi crescenti, non possono permettersi il lusso di rimanere a casa.
La tragedia della mancata pianificazione
La tragedia che stiamo vivendo non è frutto del destino, ma della mancanza di pianificazione e cura del territorio. Le Province, abolite per risparmiare, garantivano un minimo di manutenzione. Oggi, invece, si rincorrono le emergenze, spendendo di più per riparare i danni senza mai prevenire. Questo abbandono ha sottratto anche opportunità di lavoro dignitoso, come quello per la pulizia di canali e strade, e ora tutti paghiamo il conto, con interessi.
Le conseguenze dell’Autonomia Differenziata
E se già oggi vediamo gli effetti dell’abbandono statale, cosa ci aspetta con l’autonomia differenziata? Mentre contiamo i danni e le famiglie si leccano le ferite, la politica deve cercare soluzioni. Non si può continuare a scaricare la responsabilità sul sistema di protezione civile e sui cittadini. Il primo colpo lo subiscono sempre le famiglie, con la chiusura delle scuole, che per molti rappresenta un dramma.
Un appello alla politica
La FILCAMS CGIL Calabria ringrazia chi, in queste ore drammatiche, sta lavorando per garantire la sicurezza di chi deve comunque raggiungere il posto di lavoro. Chiediamo al governo regionale e alle istituzioni di ascoltare le nostre richieste e di adottare misure concrete per proteggere i lavoratori e le famiglie nei vari casi di allerta meteo. Siamo determinati a garantire migliori condizioni a chi è più fragile e soffre maggiormente i disastri che ricadono sulla vita quotidiana.



