La Corte d’Appello Federale della FIGC ha pubblicato il dispositivo sui dibattimenti riguardanti i ricorsi presentati dal Cosenza e dall’avvocato Roberta Anania contro la penalizzazione di 4 punti da scontare in questa stagione e la multa di 10.000 euro per la società, oltre alla squalifica di 18 mesi per l’ex dirigente. I giudici hanno confermato tutte le pene.
Il dispositivo ha evidenziato l’inefficacia del modello organizzativo e di prevenzione adottato dal Cosenza Calcio S.r.l., che non è riuscito a prevenire l’illecito, aggravato dall’aver affidato a un unico soggetto, l’avv. Roberta Anania, più funzioni concorrenti che avrebbero dovuto essere separate. Questa gestione ha portato alla violazione delle scadenze federali, nonostante le argomentazioni difensive che attribuivano la responsabilità a un pignoramento sul conto corrente della società.
Secondo la FIGC, i pignoramenti eseguiti il 28 giugno 2024 non avrebbero impedito il pagamento delle somme dovute il 1° luglio 2024. Il conto corrente del Cosenza Calcio S.r.l. aveva infatti un saldo positivo che avrebbe permesso di effettuare i pagamenti obbligatori, ma le scelte operative dell’avv. Anania hanno portato all’esaurimento dei fondi disponibili per altre obbligazioni. Pertanto, la Corte ha ritenuto che non ci fosse forza maggiore a giustificare il mancato pagamento, escludendo l’attenuante richiesta.



