Ci siamo: il bel paese delle Serre cosentine è pronto per una svolta importante, storica. Ne è convinto Il primo cittadino, Lucio Di Gioia, che ha incontrato, nei giorni scorsi, alcuni dei protagonisti e dei professionisti messi in campo per una nuova idea di sviluppo.
Francesco Perri, direttore del Conservatorio di Cosenza, Carlo Fanelli professore associato presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria, Anna Infante per Piano B e tutta la squadra di governo impegnata a valorizzare strutture, territorio e beni.
L’idea? Il Comune decide di identificarsi come “Factory”, un incubatore e “Cantiere delle creatività” da realizzare all’interno del Palazzo Sersale; uno spazio dedicato al dialogo tra arte, tecnologia e scienza, favorendo la contaminazione tra saperi diversi per la crescita della comunità di riferimento e non solo. Attraverso la Factory, il borgo potrà attrarre nuovi abitanti (artisti, creativi, talenti, innovatori, etc.) interfacciarsi con le migliori eccellenze del settore.
Il fulcro del progetto è il Palazzo Sersale che sarà ad uso come hub culturale ospitando spazi formativi, sale convegno, di musica, biblioteca, spazi espositivi, laboratori artigianali. Importo complessivo del progetto € 1.552.581,57.
“Tantissime novità e soprattutto tante buone idee progettuali, insieme a partner prestigiosi, che hanno posto l’Amministrazione comunale dinanzi alla scelta di determinare una nuova modalità di comunicare e valorizzare il nostro territorio”, spiega Di Gioia.
Saranno potenziati e valorizzati i servizi per l’accoglienza (infopoint, foresteria e ristorazione) e la mobilità green all’interno del borgo. “Alla base del progetto la presenza sul territorio del multidisciplinare Festival delle Serre intorno al quale creare sinergie e partenariati utili ad implementare i paradigmi dell’economia della cultura dell’innovazione e del turismo”, sostengono amministratori e professionisti.
“Cerisano Factory è un percorso di rigenerazione urbana finalizzato al miglioramento delle condizioni urbanistiche,abitative, socio-economiche, ambientali e culturali mediante strumenti di intervento elaborati con il coinvolgimento degli abitanti e di soggetti pubblici e privati interessati. Nel progetto così sviluppato, l’arte e la cultura diventano il primo attrattore turistico in un luogo che si pone come spazio di sperimentazione: luogo in cui sarà possibile creare spazi creativi, formativi e di accoglienza”, si è detto.
Molteplici gli interventi previsti. Dalla riqualificazione con “le vie dell’eremita”, al Museo delle Arti e Biblioteca Michel Fingesten, passando per il training Factory, il coworking e la residenza d’artista fino al turismo 4.0 ed agli investimenti sul territorio.
Anche un nuovo brand, tra l’altro, che fa pensare ad un’altra denominazione accattivante e significativa: Cerisano borgo swing.
“Il brand scelto rappresenta l’ingresso di Palazzo Serale, luogo storico e di interesse del borgo, attraversato da onde che ricordano un pentagramma, per simboleggiare da un lato la creatività e la forza dell’espressione artistica in relazione all’infinito e, dall’altro, lo stretto legame che lega la comunità alla sua storia, desiderosa di accogliere il turista e il visitatore con il quale si vuole crescere e collaborare in perfetta armonia per aggiungere valore al territorio”, ha avuto modo di anticipare Anna Infante che coordina il progetto.
Ma le onde sono anche il fil rouge di una visione amministrativa che rende Cerisano il primo borgo della creatività, una fucina di nuovi modelli di innovazione attraverso le arti, la formazione e la creazione di impresa. Cerisano, insomma, borgo della creatività con una nuova identità tra cultura e turismo.
𝘊𝘦𝘳𝘪𝘴𝘢𝘯𝘰 𝘍𝘢𝘤𝘵𝘰𝘳𝘺 – 𝘉𝘰𝘳𝘨𝘰 𝘴𝘸𝘪𝘯𝘨 𝘦’ 𝘴𝘰𝘴𝘵𝘦𝘯𝘶𝘵𝘰 𝘥𝘢𝘭 𝘔𝘪𝘯𝘪𝘴𝘵𝘦𝘳𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘊𝘶𝘭𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘯𝘦𝘭𝘭’𝘢𝘮𝘣𝘪𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘗𝘕𝘙𝘙, 𝘔𝘪𝘴𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 1 𝘔𝘪𝘴. 2 𝘐𝘯𝘵. 2.1: “𝘈𝘵𝘵𝘳𝘢𝘵𝘵𝘪𝘷𝘪𝘵à 𝘥𝘦𝘪 𝘣𝘰𝘳𝘨𝘩𝘪 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘤𝘪” 𝘧𝘪𝘯𝘢𝘯𝘻𝘪𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘢𝘭𝘭’𝘜𝘯𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘦𝘶𝘳𝘰𝘱𝘦𝘢 – 𝘕𝘦𝘹𝘵 𝘎𝘦𝘯𝘦𝘳𝘢𝘵𝘪𝘰𝘯 𝘌𝘜



