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Il Papa in condizioni critiche, lieve insufficienza renale

Le condizioni di Papa Francesco, al decimo giorno di ricovero al Policlinico Gemelli, rimangono critiche. La novità di oggi è l’insorgenza di una lieve insufficienza renale, attualmente sotto controllo.

Tuttavia, il bollettino medico diffuso in serata informa che, dalla scorsa notte, il Papa non ha avuto ulteriori crisi respiratorie.

Il team medico spiega che le trasfusioni di sangue effettuate ieri hanno portato benefici, con un aumento del valore di emoglobina. Oggi non sono state necessarie altre trasfusioni. La piastrinopenia, ovvero la carenza di piastrine nel sangue, è rimasta stabile. Prosegue anche l’ossigenoterapia ad alti flussi tramite cannule nasali.

In ogni caso, Papa Francesco continua ad essere vigile e ben orientato. A quanto si apprende, parla anche liberamente. Tuttavia, la complessità del quadro clinico e l’attesa per l’efficacia delle terapie farmacologiche impongono che la prognosi resti riservata. Questo significa che, di fatto, il Papa non è ancora fuori pericolo.

Questa mattina, il Pontefice ha partecipato alla Santa Messa nell’appartamento allestito al decimo piano del Policlinico, insieme a quanti si prendono cura di lui.

Nonostante le condizioni critiche, è importante notare che l’emergenza respiratoria di ieri è stata superata. Papa Francesco ha trascorso una notte tranquilla e, oltre alla Messa di oggi, ha passato del tempo seduto in poltrona.

Il Papa ha dichiarato: “Proseguo fiducioso il ricovero al Policlinico Gemelli, portando avanti le cure necessarie; e anche il riposo fa parte della terapia!”. Ha voluto ringraziare di cuore i medici e gli operatori sanitari per l’attenzione e la dedizione dimostrate.

Il Papa ha ricevuto molti messaggi di affetto e gli hanno particolarmente colpito le lettere e i disegni dei bambini. Ha ringraziato per la vicinanza e le preghiere ricevute da tutto il mondo, affidando tutti all’intercessione di Maria e chiedendo di pregare per lui.

Dal suo letto d’ospedale, Papa Francesco ha lanciato un nuovo appello contro le guerre, ricordando il terzo anniversario del conflitto in Ucraina: “una ricorrenza dolorosa e vergognosa per l’intera umanità!”. Ha rinnovato la sua vicinanza al popolo ucraino e ha invitato a pregare per la pace in Palestina, Israele, Medio Oriente, Myanmar, Kivu e Sudan.

Infine, Papa Francesco si è rivolto ai diaconi, di cui oggi è stato celebrato il Giubileo, esortandoli a continuare con gioia il loro apostolato e a essere segno di amore che abbraccia tutti, trasformando il male in bene e generando un mondo fraterno.

Intanto, continuano le voci sulla possibile rinuncia del Pontefice a causa delle sue condizioni di salute. Va ricordato che Papa Francesco ha già firmato una lettera di dimissioni nel caso di una malattia che paralizzi permanentemente le sue capacità decisionali e di governo. Questa lettera è stata firmata nei primi mesi del pontificato, nel 2013, quando il segretario di Stato era il card. Tarcisio Bertone.

Bergoglio soffriva già allora di difficoltà di deambulazione, ma riteneva che “si governa con la testa, non con il ginocchio”. Più di recente, ha evidenziato che le dimissioni dei Papi non devono diventare una “moda” e che il Papato è “ad vitam”.