Maria Brunella Stancato*
Chiediamo rispetto, chiediamo di evitare atti discriminatori nei confronti di candidati sia in base all’età,in base al sesso, in base all’indirizzo religioso o in base a qualsiasi pensiero negativo che possa fare breccia in quelle menti perverse che utilizzano i social e diventano leoni da tastiera nascondendosi dietro un nik name o peggio ancora rappresentanti delle istituzioni che si ergono a paladini integerrimi di legalità ed accoglienza. Le parole hanno peso e discriminare in base all’età ha un nome: AGEISMO. L’ageismo è un termine coniato negli anni ’60 dal dottor Robert Butler, gerontologo, per descrivere il “processo di discriminazione nei confronti degli individui anziani”.
Questo fenomeno può avere radici profonde in pregiudizi culturali e stereotipi socialmente costruiti che vedono le persone anziane come meno capaci, meno attraenti o meno produttive rispetto ai loro coetanei più giovani. Gli anziani sono spesso etichettati con stereotipi negativi che enfatizzano la dipendenza, la fragilità, l’inutilità e la lentezza. Questi stereotipi non solo sono ingiusti, ma ignorano anche i contributi significativi che le persone anziane continuano a dare alla società, sia in termini di saggezza e esperienza che di partecipazione attiva nelle comunità e nel mercato del lavoro. La percezione della vecchiaia come un periodo di declino ineluttabile contribuisce a un circolo vizioso di esclusione e marginalizzazione.
Per chiudere, vi rammento alcuni nomi che rappresentano le istituzioni e che sono in là ha negli anni: il Presidente Mattarella 83 anni, costretto a rimanere in carica perché non c’era uno che lo potesse sostituire; Ignazio la russa presidente del senato 77 anni, Donald Trump presidente degli Stati Uniti d’America ed il Santo Padre 88 anni che nonostante gli acciacchi combatte e chiede Pace per il Mondo intero. Chiediamo una campagna elettorale pacata fatta di programmi e progetti.
*presidente nazionale Aira Anziani Italia rete associativa



