Le recenti minacce rivolte alla figlia della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno scatenato un’ondata di indignazione e condanna.
La frase sarebbe circolata negli ultimi giorni sui social e sarebbe stata scritta da un “presunto dipendente del Miur”, quindi un docente o un operatore scolastico. L’autore del post lavorerebbe a Riva del Garda.
Tra le voci che si sono levate per esprimere solidarietà, quella di Roberto Occhiuto, Presidente della Regione Calabria e vice segretario di Forza Italia, è stata chiara e decisa.
“Condanna per le parole di inaudita violenza rivolte alla figlia della premier Giorgia Meloni”, ha scritto Occhiuto sulla sua pagina X. Un messaggio che sottolinea la gravità dell’attacco non solo alla figura istituzionale, ma anche alla sfera più intima e personale della Presidente.
Un gesto vile e disumano
Le parole utilizzate per attaccare la bambina, con auguri di morte e sofferenza, sono state definite da Occhiuto come un “gesto vile e disumano, che supera ogni limite”.
Questa forte presa di posizione evidenzia come la violenza verbale, quando si spinge a colpire i figli e le famiglie, travalichi ogni confine del dibattito politico e civile, assumendo connotati inaccettabili. In chiusura del suo messaggio, Occhiuto ha espresso “solidarietà e vicinanza al presidente Meloni e alla sua famiglia”.
Un gesto di umanità e sostegno in un momento di difficoltà, che va oltre le differenze politiche e si concentra sulla difesa dei valori fondamentali di rispetto e protezione della persona.



