Ieri, il Corso Garibaldi di Reggio Calabriaè stato il palcoscenico della “Passeggiata Salutare”, un’iniziativa simbolica ma risoluta organizzata dal Comitato Territoriale per la Sanità Pubblica.
L’evento aveva lo scopo di denunciare quello che il comitato definisce “l’ennesimo assalto alla medicina territoriale”.
In camice bianco e con volantini alla mano, i membri del comitato hanno coinvolto decine di cittadini, spiegando le loro preoccupazioni riguardo allo stato attuale della sanità pubblica. “Il taglio alla possibilità di prescrivere esami e farmaci da parte dei medici di base, mascherato da misura razionale, è solo l’ultimo colpo a un sistema già in crisi”, hanno dichiarato. “Un colpo che colpisce in particolare chi ha più bisogno: le persone fragili, le fasce popolari, chi già oggi fatica a curarsi.”
Il comitato sostiene che, con la scusa del “contenimento della spesa”, il Servizio Sanitario Nazionale viene smantellato pezzo dopo pezzo, spingendo sempre più persone verso il privato, le assicurazioni e le cure a pagamento. “Ma la salute non è un privilegio; è un diritto costituzionale”, hanno sottolineato. “E non siamo disposti a vederlo cancellare in silenzio.”
La “Passeggiata Salutare” è stata solo la prima tappa, secondo il comitato. Hanno annunciato piani per nuove iniziative nei prossimi giorni per sostenere attivamente la raccolta firme promossa in tutta la Calabria nell’ambito della campagna “Difendiamo il Diritto alla Cura”. Il loro obiettivo è costruire una mobilitazione ampia, popolare e dal basso. “Il problema non è solo la prescrizione dei farmaci”, ha spiegato il comitato. “L’intero impianto della sanità pubblica è sotto attacco.”



