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Firmati i protocolli antimafia per i nuovi ospedali in Calabria: “Lo Stato c’è”

Un passo decisivo nella prevenzione delle infiltrazioni mafiose nei grandi appalti pubblici è stato compiuto oggi a Catanzaro, con la firma di quattro Protocolli di legalità.

Questi strumenti disciplineranno le attività di vigilanza e controllo durante l’affidamento e la realizzazione dei nuovi ospedali della Sibaritide, di Vibo Valentia, della Piana di Gioia Tauro e di Locri.

Alla cerimonia hanno preso parte il Sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, il direttore della Struttura per la prevenzione antimafia prefetto Paolo Canaparo, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e i prefetti di Reggio Calabria, Cosenza e Vibo Valentia.

Un modello già sperimentato nella ricostruzione post-sisma

I Protocolli si inseriscono nel quadro delle Linee guida del Comitato per l’Alta Sorveglianza Infrastrutture, adottate lo scorso 1° luglio, in attuazione dell’Ordinanza 1133/2025 della Protezione Civile. Si tratta di un modello operativo già applicato con successo nella ricostruzione post-sisma del centro Italia e nei grandi eventi nazionali, come i Giochi Invernali di Milano-Cortina.

L’obiettivo è quello di estendere anche al settore sanitario calabrese un sistema di prevenzione antimafia rafforzata, capace di tutelare appalti, risorse pubbliche e territori.

Controlli su cantieri, forniture e manodopera

I Protocolli prevedono una sorveglianza stringente su tutte le attività connesse alla costruzione degli ospedali. I controlli riguarderanno in particolare le fasi di cantiere più esposte al rischio di infiltrazione criminale, le forniture strategiche come il calcestruzzo e la gestione dei materiali di risulta da scavo e demolizione. Particolare attenzione sarà rivolta anche alla selezione, al trasporto e all’alloggiamento della manodopera impiegata nei lavori.

Nei prossimi mesi, iniziative analoghe saranno avviate anche per le opere sanitarie di Catanzaro, Crotone, Cosenza, Reggio Calabria e Polistena, dove la struttura di missione del Ministero è già in contatto con l’Inail.

Ferro: “Una risposta concreta alla pressione della criminalità”

Il sottosegretario Wanda Ferro ha sottolineato che questi protocolli rappresentano un chiaro segnale: “Vogliamo far capire alla criminalità organizzata che lo Stato è presente e attivo. Si tratta di protocolli importanti, che rafforzano non solo il contrasto alle infiltrazioni mafiose, ma anche la legalità nei luoghi di lavoro”. Ha inoltre aggiunto che quanto firmato oggi è solo il primo passo di un processo più ampio, che vedrà presto coinvolti altri presidi ospedalieri della regione.

Canaparo: “Legalità e tutela del lavoro al centro del modello”

Il prefetto Paolo Canaparo, a capo della struttura per la prevenzione antimafia, ha parlato di strumenti innovativi, concepiti per offrire maggiore trasparenza nei cantieri e per tutelare anche le condizioni dei lavoratori. È prevista l’attivazione di una cabina di regia nazionale a Roma, che coordinerà le azioni su scala territoriale e garantirà una vigilanza continua sull’esecuzione degli interventi.

Occhiuto: “In Calabria la legalità viene prima di tutto”

Per il presidente della Regione Roberto Occhiuto, i protocolli rappresentano una garanzia fondamentale, soprattutto quando si parla di un miliardo di euro di investimenti pubblici. In un contesto complesso come quello calabrese, ha spiegato, serve una forte sinergia tra istituzioni per evitare che risorse strategiche finiscano nelle mani sbagliate.

La firma dei protocolli odierni segna l’avvio di una nuova fase nella gestione degli appalti pubblici in Calabria. Non solo ospedali più moderni, ma anche cantieri più sicuri, trasparenti e liberi dal ricatto criminale.