È stato colto sul fatto mentre curava una coltivazione di cannabis illegale, nascosta tra i rovi e gli alberi in una zona impervia nei pressi di Tiriolo.
A finire in manette un 43enne del posto, sorpreso dai Carabinieri mentre si prendeva cura di una vera e propria piantagione di marijuana, divisa in tre aree mimetizzate nella boscaglia.
Le indagini, condotte in silenzio dai militari dell’Arma, hanno permesso di individuare la coltivazione grazie anche all’utilizzo di fototrappole e a un attento monitoraggio del territorio. A incastrarlo definitivamente sono stati alcuni movimenti sospetti notati lo scorso sabato, che hanno spinto gli investigatori a intervenire.
Diciassette piante alte due metri e un sistema d’irrigazione fai da te
Una volta raggiunta l’area, i Carabinieri hanno trovato 17 piante di marijuana, già in fase avanzata di crescita, alcune delle quali raggiungevano i due metri di altezza. La coltivazione era perfettamente organizzata, con un sistema di irrigazione autonomo, segno che non si trattava di un’attività improvvisata.
Le piante sono state sequestrate immediatamente, e per il 43enne è scattato l’arresto in flagranza con l’accusa di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti.
Domiciliari per il coltivatore: il giudice convalida l’arresto
Su disposizione dell’autorità giudiziaria, l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari, misura confermata anche durante l’udienza di convalida davanti al giudice.



