HomeCostume & SocietàSunburn Challenge: il preoccupante legame tra...

Sunburn Challenge: il preoccupante legame tra autolesionismo, social e un vuoto da riempire

La moda del momento tra i giovanissimi si chiama Sunburn Challenge. Un trend estivo che spinge i ragazzi a esporsi al sole fino a procurarsi una bruciatura evidente, per poi mostrarla con orgoglio sui social media.

Un gesto apparentemente innocuo, ma che nasconde un significato ben più profondo e preoccupante. Secondo il dottor Marco Piccolo, psicologo a Cosenza, si tratta di un “utilizzo dissacrante del corpo”. Dalle sue analisi, emerge un legame pericoloso tra autolesionismo e la spasmodica ricerca di visibilità.

La “sfida” avrebbe anche una componente di dipendenza, una sorta di “craving” nel cercare gesti che facciano sentire sempre più vivi e riconoscibili.

Le radici psicologiche del fenomeno

In un’analisi più approfondita, il dottor Piccolo individua le radici di questo fenomeno in un profondo “vuoto”. Rifacendosi alla “Clinica del vuoto” di Massimo Recalcati, il medico spiega che la Sunburn Challenge potrebbe nascere da una sorta di anestesia del desiderio, da una ricerca disperata di un’intensità che riesca a riempire la sensazione di non esistere.

“Il dolore della bruciatura sulla pelle, allora, può diventare un contenitore sostitutivo: ricorda che esistiamo e che tutti possono vederci”, afferma il dottor Piccolo, come si legge in un suo comunicato stampa. La pelle scottata diventa un messaggio, un “grido” muto rivolto a un bersaglio inconscio. Un gesto che potrebbe riflettere la difficoltà a percepire il corpo come parte del proprio sé, ma come un oggetto separato sul quale esercitare potere.

Esibizionismo e dinamiche familiari: un corpo-messaggio

Oltre al vuoto interiore, l’esperto evidenzia altri aspetti cruciali. La dimensione esibizionistica e di protesta, per esempio, con la ferita che “deve essere visibile e urlare”. Si tratta di una sfida al “Super-io medico”, un concetto post-pandemico che ha sostituito il precetto morale con l’imperativo di “proteggere la propria salute”. Non da ultimo, il dottor Piccolo sottolinea le dinamiche femminili transgenerazionali, dal momento che il fenomeno riguarda in larga maggioranza le ragazze.

In questo contesto, il “gioco” del bruciarsi può diventare un modo per “giocare” sullo stesso piano della madre e ottenere attenzione, riconoscimento o, al contrario, differenziarsi da lei. Il dottore, in conclusione, lancia una riflessione: “Se questo è l’unico modo che trovi per sentirti viva, cosa ti è stato tolto, o non ti è mai stato dato, che possa farti sentire viva senza dover soffrire?”. La domanda finale, a detta del dottor Piccolo, è la vera chiave per comprendere come un gesto apparentemente banale sia l’unico modo per sentirsi vivi.