Quella che doveva essere una semplice visita di controllo per una caduta, si è trasformata in una vera e propria odissea per il noto artista calabrese Mimmo Cavallaro.
Con un post sui social, Cavallaro ha raccontato la sua esperienza all’ospedale di Locri, dove si era recato d’urgenza con il figlio per una radiografia al gomito. La vicenda, iniziata alle 10:00 del mattino, si è conclusa solo sette ore dopo, alle 17:00, e ha messo in luce le gravi criticità che affliggono il sistema sanitario locale.
L’artista descrive una scena di “caos” e “disorganizzazione” al Pronto Soccorso, dove il personale, pur lavorando in condizioni di stress, appariva oberato e teso. “Dopo una lunga attesa per l’accettazione, siamo stati indirizzati prima al reparto di Ortopedia per la visita, poi a Radiologia per effettuare la lastra”, scrive Cavallaro.
È a questo punto che inizia la sensazione di girare a vuoto, con informazioni spesso discordanti e l’attesa per un referto che sembra non arrivare mai.
Nessuna polemica
Nonostante l’esito positivo degli accertamenti – per fortuna, non è stata riscontrata alcuna frattura – la lunga e snervante attesa ha spinto Cavallaro a denunciare una situazione che “purtroppo si conosce da tempo e che ancora non ha trovato soluzione”. Il suo non è un atto di polemica, ma un “semplice grido d’allarme” per un problema che merita un intervento immediato.
L’artista conclude il suo sfogo con un gesto di solidarietà nei confronti del personale sanitario, in particolare quello del Pronto Soccorso, che ogni giorno lavora in condizioni difficili.
Il suo appello, però, va oltre: “Questa terra merita più attenzione. La gente, già provata dai drammi quotidiani legati alla salute, non può ritrovarsi davanti al caos quando ha bisogno del sistema sanitario.”



