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Presunti maltrattamenti su animali all’Umg di Catanzaro: fissata l’udienza preliminare. Sedici le parti offese

Quello che il Partito Animalista Italiano definisce “uno dei più grandi casi processuali in Italia sugli scandali nella vivisezione” è a un passo dal prendere il via.

Come rende noto lo stesso Partito Animalista e la Lega antivivisezionista,  è stata fissata per il prossimo 28 novembre l’udienza preliminare che potrebbe portare al rinvio a giudizio di un gruppo di persone accusate di aver sottoposto animali a gravissimi maltrattamenti e torture nei laboratori dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro.

L’inchiesta e le accuse

La vicenda, che ha suscitato un’ampia eco mediatica a livello nazionale, è partita dalle denunce, tra cui quella dell’avvocato Cristiano Ceriello del Partito Animalista. Le indagini della Procura, basate anche su intercettazioni, hanno portato alla luce una rete di presunte violenze e maltrattamenti “meticolosi” inflitti agli animali nell’ambito della sperimentazione scientifica. Oltre al reato di maltrattamento di animali, le accuse più gravi riguardano anche l’associazione a delinquere, un’ipotesi che aggraverebbe notevolmente la posizione degli indagati.

Presunte connivenze tra enti pubblici

Lo scandalo, infatti, non si limiterebbe alle mura dei laboratori universitari. La Procura ha confermato l’esistenza di presunti “reciproci favoritismi” tra gli enti pubblici coinvolti. Nello specifico, si ipotizzerebbe che l’Asp di Catanzaro, l’ente preposto al controllo, abbia favorito l’Università “Magna Graecia”, l’ente controllato, in un preoccupante intreccio di interessi. A gennaio, l’operazione scattata a seguito delle denunce aveva già portato al sequestro dei due laboratori, a 11 arresti domiciliari e a una misura cautelare interdittiva per un funzionario dell’Asp.

Le parti offese

Sono 16 le parti offese individuate dalla Procura. Si tratta di: Ministero della salute, Umg di Catanzaro; Stop animal crimes Italia; Organizzazione internazionale protezione animali; Lndc animal protection Aps; Partito animalista italiano; Uffficio garante diritti animali; Ente nazionale protezione animali; Lega anti vivisezione Ets; Aninal law Italia Ets; Lega per l’abolizione della caccia Odv Ets; Nucleo operativo guardie ecozoofile Odv; Vita da cani Odv; Animal Liberation Odv; Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente.

La posizione del Partito Animalista

Il Partito Animalista, che ha seguito la vicenda sin dalle prime fasi, si dice pronto a costituirsi parte civile e a chiedere il massimo della pena. “In caso sia provata l’associazione a delinquere per alcuni, la pena può arrivare a oltre 7 anni”, ha dichiarato l’associazione.

“Non siamo di fronte a un errore, ma a un sistema che, se le accuse verranno confermate, ha trattato esseri viventi con una disumana crudeltà”. L’attesa per l’udienza preliminare del 28 novembre è alta, in una vicenda che mette al centro non solo il destino degli animali, ma anche la presunta opacità di un sistema di controllo istituzionale che, in questo caso, avrebbe clamorosamente fallito.

Le parole della Leal

“Questa vicenda conferma quanto sia urgente un controllo più rigoroso e trasparente sulle condizioni degli animali utilizzati nella sperimentazione scientifica. Non è possibile che la tutela del benessere animale resti subordinata a interessi economici e di potere – dichiara Gian Marco Prampolini, presidente Leal  -. La nostra associazione continuerà a vigilare e a denunciare ogni abuso, per l’abolizione definitiva di queste pratiche disumane.”