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Di Cesare e M5S in Calabria: il sindacato di Polizia FSP lancia l’allarme su “certe idee che non possono trovare spazio nelle Istituzioni”

La potenziale candidatura di Donatella Di Cesare con il Movimento 5 Stelle in Calabria ha suscitato un’accesa reazione da parte di Giuseppe Brugnano, Segretario Nazionale del sindacato FSP Polizia di Stato.

Brugnano ha espresso forte perplessità riguardo a questa proposta, richiamando l’attenzione su alcune dichiarazioni passate della docente universitaria che, a suo dire, rendono la sua figura inadatta a ricoprire ruoli istituzionali.

Le critiche di Brugnano e il richiamo alla memoria

Nel suo comunicato, Brugnano si concentra in particolare sulle presunte dichiarazioni di Di Cesare riguardo al terrorismo brigatista. Il sindacalista sottolinea come sia inaccettabile “ricordare con toni quasi malinconici una stagione come quella del terrorismo”, definendo le Brigate Rosse non un fenomeno politico, ma un “attacco violento e sanguinoso alla nostra democrazia”.

La critica principale mossa da Brugnano è che chi si candida a rappresentare le istituzioni ha il dovere di mostrare un rispetto inequivocabile per le vittime del terrorismo, per le loro famiglie e per tutti coloro che hanno servito lo Stato in quel periodo difficile. Secondo il segretario della FSP Polizia, la memoria storica non è un “optional” e certe posizioni, anche se espresse in passato, lasciano un segno profondo.

La richiesta di coerenza e serietà

Il sindacato di polizia, attraverso le parole di Brugnano, lancia un monito ai partiti politici, invitandoli a riflettere attentamente sulle scelte dei propri candidati. In un momento in cui i cittadini chiedono “serietà, coerenza e rispetto delle Istituzioni”, la candidatura di figure controverse rischia di inviare un messaggio sbagliato.

L’auspicio è che le decisioni politiche siano prese con maggiore ponderazione, tenendo conto dell’impatto che possono avere sul senso civico e sulla fiducia dei cittadini nello Stato.