Un nuovo studio condotto dall’Osservatorio sul fisco della CNA, “Comune che vai fisco che trovi“, ha messo in luce la pesante pressione fiscale che grava sulle piccole imprese del Sud Italia.
L’indagine, che individua per ogni provincia il “tax free day”, ovvero la data in cui le imprese finiscono di lavorare per il fisco, rivela un quadro particolarmente gravoso per la Calabria.
La provincia di Reggio Calabria emerge come la più tassata della regione, con una pressione fiscale complessiva del 54,4%, un dato che la colloca al 95° posto nella classifica nazionale. Qui, le imprese lavorano per il fisco fino al 17 luglio, per un totale di 167 giorni.
Le altre province calabresi hanno numeri leggermente differenti:
Crotone: 93° posto a livello nazionale, con un total tax rate del 54,3% e un tax free day fissato al 17 luglio.
Cosenza: 92° posto, con una tassazione al 54,3% e il tax free day anch’esso al 17 luglio.
Vibo Valentia: 72° posto, con le imprese che lavorano per il fisco fino all’11 luglio, per un total tax rate del 52,6%.
Catanzaro: La provincia del capoluogo di regione chiude la panoramica calabrese posizionandosi al 64° posto, con una pressione fiscale del 52,3%. Le piccole imprese della provincia finiscono di lavorare per il fisco il 9 luglio, segnando il dato migliore della regione.
La pressione fiscale a livello nazionale e le criticità del sistema
Il rapporto, basato su un’impresa tipo (un’impresa individuale con un laboratorio e un negozio, valori immobiliari di 500mila euro, e un reddito d’impresa di 50mila euro), sottolinea come le regioni settentrionali rimangano in cima alla classifica per la minore tassazione, mentre il Sud continua a essere il più gravato.
A livello nazionale, la media del “tax free day” si attesta al 9 luglio, due giorni in meno rispetto all’anno precedente. Bolzano si conferma la provincia con la tassazione più bassa (46,3%), mentre Agrigento chiude la graduatoria con una pressione fiscale del 57,4%.
Dallo studio della CNA emerge anche una correlazione preoccupante: l’alta pressione fiscale si abbina spesso a una minore efficienza e qualità dei servizi offerti. Le differenze territoriali riflettono le variazioni nelle addizionali regionali e comunali sul reddito, sull’IMU e sulle imposte per la gestione dei rifiuti. La divergenza fiscale tra il Nord e il Sud si mantiene stabile intorno agli 11 punti.
L’appello della CNA: “Difficile fare impresa in queste condizioni”
“Con questi numeri è difficile fare impresa” commenta il presidente della CNA Calabria, Giovanni Cugliari. Il presidente sottolinea la disparità che le piccole imprese del Sud devono affrontare: “si trovano a fare i conti con un’alta tassazione senza potere contare sulla qualità dei servizi di quelle regioni del Nord che, al contrario, hanno meno pressione fiscale”.
Cugliari conclude ribadendo l’urgenza di un’azione politica per alleggerire il carico fiscale, sostenendo che un’alta tassazione rende più difficili anche gli investimenti. “Bisogna lavorare per alleggerirla e dare maggiore ossigeno alla piccola impresa, vera spina dorsale del Paese”.



