La Calabria è una regione abbandonata dall’Unione Europea, e ha bisogno di interventi urgenti.
Questo il messaggio forte e chiaro lanciato dal presidente regionale di Copagri, Francesco Macrì, al vicepresidente della Commissione Europea, Raffaele Fitto, durante una recente riunione della Confederazione Produttori Agricoli.
Il grido d’allarme di Macrì evidenzia un divario di sviluppo rispetto ad altre regioni europee come il Portogallo, la Romania e la Bulgaria, che hanno saputo sfruttare meglio i fondi comunitari.
Secondo Macrì, il problema della Calabria non è solo la siccità, ma una struttura economica debole, la bassa redditività e la mancanza di accesso al credito per le imprese agricole. Nonostante la regione sia la più “bio” d’Italia, questo primato non si traduce in un’effettiva opportunità di mercato e sviluppo.
I fondi comunitari, infatti, vengono utilizzati principalmente come sostegno al reddito, senza generare un impatto duraturo sull’economia. Per questo, il presidente Copagri ha chiesto maggiore impegno sia a livello locale che europeo per invertire la rotta e contrastare lo spopolamento che affligge la regione.
Morsa tra costi, dazi e tagli alla PAC
La difficile situazione calabrese si inserisce in un contesto agricolo nazionale e comunitario già molto precario. Il presidente nazionale di Copagri, Tommaso Battista, ha sottolineato che l’agricoltura italiana è stretta in una morsa tra bassa redditività, costi di produzione alle stelle e le problematiche legate ai dazi imposti dall’amministrazione statunitense, che colpiscono prodotti d’eccellenza come vini, salumi, formaggi e olio EVO.
Battista ha anche espresso forte preoccupazione per i tagli previsti alla Politica Agricola Comune (PAC), con una riduzione del 22% delle risorse, che rischia di compromettere la competitività del settore e la sostenibilità delle aree rurali. La proposta di un fondo unico, che esporrebbe l’agricoltura a un rischio di “rinazionalizzazione”, aggraverebbe ulteriormente il quadro.
L’appello di Copagri a Raffaele Fitto è quello di mettere in campo ogni sforzo possibile per individuare misure strutturali che possano dare nuova linfa all’agricoltura, favorendo il ricambio generazionale e riconoscendo il ruolo fondamentale dei produttori agricoli come custodi dell’ambiente e del territorio. I leader di Copagri hanno concluso ringraziando il vicepresidente Fitto per la sensibilità e l’attenzione dimostrate, confidando nel suo impegno per rafforzare la competitività, la resilienza e la sostenibilità del settore agroalimentare europeo.



