Quante vite spezzate da un sorpasso azzardato, quante famiglie distrutte da pochi secondi di imprudenza! Il tema è purtroppo attuale: ancora oggi, gran parte degli incidenti stradali gravi in Italia è causata da sorpassi vietati, soprattutto su strade extraurbane ad alto rischio.
Per contrastare questa piaga è stato introdotto il sorpassometro, un dispositivo elettronico in grado di immortalare e sanzionare chi non rispetta la segnaletica stradale. Uno strumento che fa discutere, spesso accusato di essere una “macchina mangiasoldi”, ma che ha un obiettivo ben più alto: ridurre gli incidenti e salvare vite umane.
Cos’è e come funziona il sorpassometro
Il sorpassometro non misura la velocità, come Tutor o autovelox, ma controlla se gli automobilisti invadono la corsia opposta in tratti dove il sorpasso è vietato.
Il sistema si basa su tre componenti principali:
Sensori installati nell’asfalto che rilevano l’invasione della corsia.
Telecamere ad alta definizione che registrano la manovra.
Software di elaborazione che genera un filmato di circa 15 secondi, inviato in tempo reale alla Polizia.
L’operatore valuta la violazione e, in caso di infrazione, convalida la multa. La contestazione avviene in differita, come per gli autovelox: il verbale arriva direttamente a casa dell’intestatario del veicolo.
Dove sono installati i sorpassometri
La legge prevede che il dispositivo sia autorizzato dal Prefetto solo in tratti stradali particolarmente pericolosi, con limite di velocità fino a 90 km/h, come: curve con scarsa visibilità, dossi e rettilinei critici, strade extraurbane ad alto tasso di incidenti.
Uno dei primi modelli di ultima generazione, SV3, è stato posizionato in Calabria, sulla SS18 ad Acquappesa, in provincia di Cosenza: un’arteria dove si sono registrati numerosi incidenti mortali. Altri sorpassometri sono già attivi in Veneto e Friuli Venezia Giulia, per esempio lungo l’autostrada A4, spesso teatro di manovre pericolose dei mezzi pesanti.
Le sanzioni previste
Il Codice della Strada (art. 148) è chiaro e severo con chi esegue sorpassi vietati: da 167 a 665 euro di multa con decurtazione di 10 punti patente, da 327 a 1.308 euro se l’infrazione avviene in curve, dossi o incroci, sospensione della patente da 1 a 3 mesi in caso di recidiva, maggiorazioni se l’infrazione avviene di notte. In alcuni casi, la multa può superare i 1.300 euro, con sospensione immediata della patente.
Strumento di controllo o “grande fratello”?
C’è chi accusa il sorpassometro di essere solo un’altra trappola per automobilisti, e chi lo ritiene indispensabile per fermare comportamenti irresponsabili che troppo spesso si trasformano in tragedie.
Noi siamo convinti che, al di là delle polemiche, il sorpassometro sia uno strumento necessario. Perché ogni multa può sembrare scomoda, ma ogni vita salvata non ha prezzo.



