La maestosa Basilica Concattedrale “Santa Maria Assunta” di Squillace ha ospitato un evento di profondo valore spirituale e sociale: il Giubileo delle Comunità Terapeutiche della Calabria.
L’iniziativa, promossa dal CREA Calabria (Coordinamento regionale degli enti accreditati servizi per le dipendenze) presieduto da Vittoria Scarpino, ha unito fede, riflessione e speranza per centinaia di persone impegnate nel delicato percorso di uscita dalle dipendenze.
La parola del cardinale: umiltà e coraggio
Il cuore del Giubileo è stata la solenne Celebrazione Eucaristica, vissuta come un’occasione di rinnovamento personale e comunitario. A presiedere la liturgia è stato il Cardinale don Mimmo Battaglia, Arcivescovo Metropolita di Napoli, affiancato dall’Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace, S.E. Mons. Claudio Maniago, e da numerosi sacerdoti.
Don Mimmo, noto per la sua vicinanza ai più fragili, ha commosso i presenti con storie di rinascita, lanciando un messaggio di incoraggiamento: “Occorre l’umiltà e il coraggio di permettere che qualcuno ti offra il suo aiuto. Ricominciare è possibile: Dio ci aiuta a rimettere insieme i pezzi della nostra vita”. Un invito diretto agli operatori, ai volontari, agli ospiti e alle famiglie presenti a non cedere e a ritrovare la propria dignità.
Comunità e istituzioni: una rete per la libertà
A nome di tutte le strutture regionali, la presidente del CREA Calabria, Vittoria Scarpino, ha espresso profonda gratitudine: “Le nostre strutture non sono solo luoghi di cura, ma oasi di speranza dove ogni giorno si ricostruiscono vite spezzate. Qui si impara a perdonarsi e a guardare al futuro con fiducia”. L’evento ha visto la partecipazione di numerose autorità civili e militari, a testimonianza della capillare rete che supporta il percorso di liberazione dalle dipendenze.
Tra i presenti figuravano la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro e il sindaco di Squillace Enzo Zofrea. La loro presenza ha evidenziato come l’alleanza tra istituzioni, Chiesa e società civile sia fondamentale per accompagnare chi affronta il difficile cammino verso la libertà. Il Giubileo si è concluso con l’immagine di un abbraccio collettivo, ribadendo l’impegno a credere nella possibilità di nuovi inizi e vite riconciliate.



