Cumuli di rifiuti, fanghi e materiali inquinanti sono stati posti sotto sequestro lo scorso 27 settembre dall’autorità giudiziaria, ma la notizia è stata ignorata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Marasco.
A segnalare l’omissione è la Pro Loco di Nicotera, da tempo impegnata in una campagna per la tutela ambientale.
Il 30 settembre, la Procura di Vibo Valentia e i Carabinieri Forestali hanno effettuato un nuovo sopralluogo nella zona Fego di Nicotera Marina, accertando uno sversamento continuo di liquami fognari iniziato il 17 agosto 2025. Il flusso di circa 600mila litri al giorno ha contaminato fossi, campagne e torrenti fino al mare, con un potenziale danno ambientale devastante.
Finora sono quattro le aree sotto sequestro lungo la rete fognaria comunale, inclusa quella dell’ex depuratore dove sono stati ritrovati enormi cumuli di rifiuti e un cestello per ingombranti non funzionante da anni. I materiali, mai smaltiti, stanno provocando ostruzioni e guasti alla rete fognaria, causando ulteriori sversamenti.
Nonostante l’intervento positivo della Pro Loco, che tra agosto e settembre ha effettuato con successo un’opera di bioattivazione del torrente San Giovanni grazie alla collaborazione con la Regione Calabria e Calabria Verde, i continui scarichi a monte rischiano di vanificare tutto. In un solo mese, si stima che oltre 18 milioni di litri di liquami siano stati riversati nell’ambiente.
La Pro Loco esprime soddisfazione per l’azione giudiziaria ma denuncia la grave mancanza di trasparenza da parte del Comune, che non ha informato i cittadini su un disastro ambientale di tale portata.



