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Statua di Giovanni Paolo II vandalizzata con la scritta “Fascista di m…” durante il corteo pro-Gaza a Roma

Si è svolto a Roma un imponente corteo nazionale a sostegno della causa palestinese, che ha visto la partecipazione di migliaia di persone.

Partita da Porta San Paolo e conclusasi in piazza San Giovanni, la manifestazione si è mossa al grido di “Palestina libera” e dietro uno striscione che esprimeva una netta condanna: “Stop complicità con Israele. Contro occupazione e genocidio. Con la Resistenza palestinese”.

La marcia per la Palestina

La folla, eterogenea per età e provenienza – composta da studenti, famiglie, anziani e attivisti – ha marciato in un clima di solidarietà, simboleggiata dalle numerose kefiah indossate. La giornata è stata scandita da canti, interventi e momenti di riflessione, sebbene si sia svolta sotto l’occhio vigile delle forze dell’ordine che hanno garantito la sicurezza lungo tutto il percorso. L’obiettivo dichiarato del corteo è stato quello di sollecitare la fine dell’occupazione e manifestare supporto alla popolazione palestinese.

Statua di Giovanni Paolo II vandalizzata: sdegno politico

Parallelamente alla mobilitazione, un episodio di vandalismo ha acceso un’accesa polemica politica. In piazza dei Cinquecento, vicino alla stazione Termini, la statua dedicata a Papa Giovanni Paolo II è stata imbrattata. Sulla scultura sono state rinvenute una scritta offensiva: “fascista di m…”, e il simbolo della falce e martello, riconducibile a simbologie comuniste. I carabinieri sono immediatamente intervenuti per ripulire l’area e avviare le indagini volte a identificare i responsabili del gesto.

Le reazioni di Meloni e Tajani

La reazione del mondo politico è stata immediata e ferma. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha definito l’accaduto un “gesto vile” e un “insulto alla memoria della pace”.”Un atto vergognoso contro la figura di un uomo che ha fatto della pace la sua missione,” ha dichiarato Meloni. “Chi si dice pacifista e poi si rende protagonista di simili oscenità dimostra solo ignoranza e fanatismo.”

Sulla stessa linea il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha espresso il suo sdegno:“Non ci sono parole per commentare la profanazione della statua di San Giovanni Paolo II. Basta odio. Basta estremismi travestiti da ideali.”

L’episodio ha quindi messo in ombra in parte la protesta pro-Palestina, spostando l’attenzione sul dibattito riguardante il rispetto dei simboli e la condanna di ogni forma di estremismo e violenza politica.