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Il “Gambero Viola di Cariati” vola ad Anversa: Santiago Ydáñez porta la Calabria nei musei internazionali

Il Gambero Viola di Cariati, opera emblematica dell’artista andaluso Santiago Ydáñez, continua il suo viaggio internazionale.

Dopo essere stato l’icona dell’evento OICOFOBIA promosso da Otto Torri sullo Jonio, l’Università di Malaga e il Museo Amarelli in Calabria, il dipinto è ora esposto in Belgio, al Museo Snijders & Rockox House di Anversa, fino al 18 gennaio 2026.

Un dialogo tra presente e XVII secolo

L’opera fa parte della mostra “YDÁÑEZ AD ANVERSA: SANTIAGO YDÁÑEZ E GLI ANTICHI MAESTRI”, un evento che crea un suggestivo incontro artistico tra le creazioni contemporanee di Ydáñez e i capolavori di maestri fiamminghi del calibro di Rubens, Van Dyck e Jordaens.

L’artista spagnolo (nato nel 1967 a Jaén) non si limita a ricordare il Barocco, ma lo rivive con un’intensità contemporanea. Attraverso pennellate grezze, volti evocativi e dettagli ingranditi, infonde nuova vita a temi classici come la religione, l’identità e la mortalità, esplorando la bellezza, il dolore e la potenza che accompagnano il movimento artistico del XVII secolo.

La sua arte si pone in bilico tra figurazione e distorsione. Ydáñez decontestualizza ritratti e scene religiose, trasformando l’eleganza in fisicità ed emozione. Le sue opere, come si legge nella scheda di presentazione, non sono una citazione nostalgica, ma una reinterpretazione emotiva dei grandi maestri, offrendo un’esperienza artistica fisica, quasi tangibile, che mette in discussione la tradizione e interroga il presente.

Il gambero dipinto con la liquirizia calabrese

Tra i dipinti esposti in questa prestigiosa sede belga spicca il Gambero Viola di Cariati. L’opera è nata in Calabria, ispirata dalla singolare residenza esperienziale di Ydáñez nel Centro Storico di Rossano, organizzata e coordinata da Otto Torri sullo Jonio.

Ciò che rende uniche le opere create in quell’occasione è il materiale: il gambero, come tutti gli altri dipinti esposti nel 2022 nell’antico Concio Amarelli, è stato realizzato utilizzando unicamente la liquirizia calabrese.

OICOFOBIA: l’evento che ha sdoganato un tema cruciale

Il Gambero Viola è divenuto l’icona dell’evento culturale internazionale OICOFOBIA, un nome scelto per provocare e affrontare il “sentimento atavico e grave di paura e di rifiuto della propria storia e della propria identità”, un fenomeno che, secondo Otto Torri sullo Jonio, connota in particolare i meridionali e i calabresi.

L’evento, organizzato per i 25 anni di attività di Otto Torri, è stato finanziato da Enel Italia Spa e ha goduto dell’Alto patrocinio del Parlamento Europeo e di numerosi patrocini, tra cui il Ministero del Turismo e la Regione Calabria. Inaugurato dall’assessore regionale Gianluca Gallo, ha di fatto imposto nell’opinione pubblica regionale l’Oicofobia, già affrontata scientificamente dal docente Unical Spartaco Pupo, come una chiave di lettura sociologica per comprendere il mancato sviluppo calabrese, a partire dalle scelte alimentari.

La missione identitaria di Otto Torri sullo Jonio

Lenin Montesanto, Direttore di Otto Torri sullo Jonio, ha espresso gratitudine per la professoressa Maria Jesus Martinez Silvente, vice rettore dell’Università di Malaga ed esperta di Picasso, per aver promosso l’evento artistico, e all’artista Santiago Ydáñez per aver interpretato in modo spontaneo e plastico la missione dell’organizzazione.

Montesanto ha sottolineato l’obiettivo venticinquennale di Otto Torri: promuovere “una rilettura, con consapevolezza e visione comparativa, del patrimonio storico culturale ed identitario ereditato dai nostri territori, per farlo diventare autentico strumento di sviluppo durevole”.

Concludendo, Montesanto ha annunciato un prossimo importante evento a chiusura dell’esposizione Oicofobia, esprimendo soddisfazione e orgoglio per la scelta del Gambero Viola di Cariati come simbolo per identificare l’esigenza di una nuova narrazione della Calabria “extra-ordinaria”. Il gambero è stato scelto, non a caso, perché sistematicamente assente nella proposta enogastronomica locale, vittima della grande distribuzione e della maleducazione alimentare. Montesanto ha infine ribadito che la vera emergenza, come spesso sottolineato anche dall’assessore Gallo, è di natura pedagogica, culturale e immateriale, molto più che infrastrutturale.