L’Italia si conferma un paese spaccato in due, e il divario tra Nord e Sud si manifesta in modo lampante anche nel settore dell’istruzione.
L’accesso a servizi essenziali come mense scolastiche, palestre e aule informatiche varia drasticamente a seconda della latitudine, ponendo la Calabria in una delle posizioni più fragili di questo divario educativo.
I dati provengono da un’analisi capillare, basata sull’Anagrafe dell’edilizia scolastica del Ministero dell’Istruzione, presentata recentemente a Roma durante l’evento “Radici per il futuro – Nuove idee per la scuola del 2026”, promosso da Fondazione Articolo 49 e InClasse.
Mensa scolastica: un servizio carente in Calabria
A livello nazionale, la situazione è già critica: il 53% delle scuole primarie italiane non dispone di una mensa. Tuttavia, mentre il Nord-Ovest tocca il 63% di scuole primarie con refettorio e il Nord-Est il 53%, il dato crolla drasticamente al Sud, fermandosi al 29%, e scendendo al 28% nelle Isole.
La Calabria si posiziona nella fascia più bassa, con percentuali disomogenee e preoccupanti:
- Cosenza: solo il 23,54% delle scuole primarie ha una mensa.
- Reggio Calabria: si attesta appena al 20,78%.
- Crotone: 28,92%.
- Catanzaro: 29,38%.
- Vibo Valentia: la provincia calabrese con la copertura più alta, al 34%.
Questa carenza strutturale non è solo un problema infrastrutturale, ma anche sociale, privando le famiglie, in particolare quelle più vulnerabili, di uno strumento cruciale per l’alimentazione equilibrata e la socializzazione dei bambini. A titolo di confronto, la provincia più virtuosa d’Italia è Prato, con il 90% delle scuole primarie dotate di mensa, mentre Ragusa si trova agli antipodi con appena il 3%.
Palestre scolastiche: maglia nera a Cosenza e Catanzaro
Il diritto allo sport e alla salute fisica è ugualmente compromesso dalla mancanza di palestre scolastiche. Anche in questo ambito, la Calabria arranca, specialmente nelle scuole primarie:
- Cosenza: è la provincia peggiore con appena il 20,25% degli istituti dotati di palestra.
- Catanzaro: 21,13%.
- Reggio Calabria: 22,51%.
- Crotone: la meno carente con il 32,53%.
La situazione migliora leggermente alle medie e alle superiori, sebbene con forte disomogeneità. Nelle scuole secondarie di secondo grado, ad esempio, Reggio Calabria sorprende positivamente con un picco dell’85,29% di copertura, mentre Crotone crolla al 16,36%.
Nel confronto nazionale, Cosenza (26%) e Catanzaro (27%) figurano tra le province più carenti, affiancando Palermo e altre realtà del Sud. Nonostante ciò, il divario Nord-Sud è meno netto rispetto alle mense: 57% di scuole con palestra al Nord-Ovest, 45% al Sud e 42% nelle Isole.
Aule informatiche: la sfida della connettività
In un’epoca in cui le competenze digitali sono fondamentali, la mancanza di aule informatiche rappresenta un paradosso, che pesa in particolare nelle scuole medie. A livello italiano, solo il 62% degli istituti di questo grado ne è dotato, e il Sud è nuovamente più indietro (57% al Sud, 54% nelle Isole, contro il 67% del Nord-Ovest).
La Calabria mostra dati preoccupanti, ma anche alcune eccellenze:
Scuole Medie (I grado):
- Crotone: maglia nera con appena il 20% di copertura.
- Cosenza: 35,43%.
- Vibo Valentia: 39,62%.
- Reggio Calabria: 45,95%.
- Catanzaro: un dignitoso 52,46%.
Scuole Superiori (II grado):
- Reggio Calabria (95,1%) e Catanzaro (94,12%) si avvicinano alla piena copertura.
- Crotone: 88,46%.
- Cosenza (74,36%) e Vibo Valentia (72,22%) seguono con percentuali più basse ma comunque elevate.
L’analisi evidenzia una frattura persistente tra le diverse aree del Paese e all’interno della stessa regione, con le province calabresi costrette a recuperare un gap strutturale che compromette il pieno accesso a un’offerta formativa moderna ed equa.



