Assolti tutti gli imputati nel processo sul canile di Sant’Ilario allo Ionio (RC), la sentenza della Corte d’Appello di Reggio Calabria ribalta le condanne di primo grado.
La decisione ha suscitato lo sconcerto e la profonda amarezza di LNDC Animal Protection, che parla di un esito inatteso per quello che era stato definito come uno dei casi più gravi e complessi di maltrattamento e gestione irregolare di animali emersi in Calabria.
Ribaltata la sentenza: da condanne a “il fatto non sussiste”
Il processo, avviato nel 2022, aveva portato nel 2024 a una sentenza di primo grado con condanne significative, tra cui quella del titolare della struttura, condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione, e di altri imputati per reati legati a maltrattamenti, abbandono e gestione illecita del canile. LNDC Animal Protection, che si era costituita parte civile insieme ad altre associazioni nazionali, aveva accolto con soddisfazione l’esito, considerandolo un importante segnale di giustizia per i numerosi animali coinvolti.
Oggi, però, la notizia di un completo ribaltamento della situazione: la Corte d’Appello di Reggio Calabria ha assolto tutti gli imputati, in molti casi con la formula “perché il fatto non sussiste”.
La reazione di LNDC Animal Protection
La decisione è stata definita una “doccia fredda” dall’associazione. Piera Rosati, Presidente LNDC Animal Protection, ha espresso forte disappunto: “È difficile comprendere come si possa passare da una condanna esemplare a una assoluzione totale. Parliamo di un caso che, per la quantità di animali coinvolti e per le condizioni documentate nel corso delle indagini, aveva destato sdegno e attenzione in tutta Italia. Questa decisione lascia senza parole”.
L’associazione attende ora di conoscere le motivazioni della sentenza per comprendere le ragioni di un simile rovesciamento del verdetto di primo grado. Rosati ha concluso ribadendo l’impegno dell’ente: “Continueremo a difendere gli animali in tutte le sedi perché il loro dolore non può essere archiviato da una formula. Vogliamo capire come sia possibile che, in presenza di fatti così gravi accertati in primo grado, oggi si possa arrivare a dire che ‘il fatto non sussiste’”.
LNDC Animal Protection fa sapere che continuerà a seguire l’iter giudiziario, pronta a intraprendere le azioni necessarie per ottenere giustizia per gli animali vittime della presunta cattiva gestione della struttura.



