Una toccante cerimonia ha celebrato il IV novembre, giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, tributando un solenne inchino ai caduti di tutte le guerre e rendendo omaggio alle Forze Armate.
La partecipazione è stata ampia e sentita, coinvolgendo amministratori comunali, il dirigente scolastico Sergio Scibilia con insegnanti e allievi dell’istituto comprensivo, rappresentanti di Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Vigili Urbani, Guardia Costiera, Protezione civile e dell’Associazione Nazionale della Benemerita, oltre a numerosi cittadini.
Il corteo e le funzioni religiose
Un corteo composto e colorito, animato da bandierine tricolori, ha sfilato dal Municipio di piazza Antonio Sassone. Capeggiato dall’assessore comunale, avvocato Rocco Falsetti, e seguito, tra gli altri, dal consigliere comunale Massimiliano Zaccaria, dal capogruppo di minoranza Antonio Calienni e dal direttore generale del Palazzo di città Marianna Barletta, il corteo ha attraversato via Roma e corso Umberto I.
La destinazione era il Convento dei Domenicani, dove il parroco don Vincenzo Santalucia, affiancato da don Nicola Mobilio e don Nicola Vilotta, ha officiato le sacre funzioni in memoria dei caduti.
Il momento culminante in piazza Roberta Lanzino
A seguire, le corone di alloro sono state depositate presso tutte le sculture storiche del capoluogo, fino a raggiungere il cuore della celebrazione: piazza Roberta Lanzino, sede del Monumento ai Caduti. Qui si sono susseguiti momenti di grande intensità emotiva.
Gli alunni delle scuole dell’obbligo hanno onorato la memoria del milite ignoto con la recita di poesie, sottolineando come la consapevolezza storica passi anche attraverso le nuove generazioni. Sono intervenuti poi il preside Scibilia e il consigliere comunale Mario Grisolia, che hanno entrambi posto in risalto il gran valore e il significato profondo di questa ricorrenza.
L’avvocato Rocco Falsetti, indossando la fascia tricolore, ha portato il saluto del sindaco Maria Rita Acciardi, costretta all’assenza da un grave problema familiare, e ha espresso il ringraziamento a tutti i presenti per la sentita partecipazione. La manifestazione si è conclusa con l’Inno di Mameli, intonato con fervore dai giovani studenti in grembiule blu e bandierina in mano, un momento che ha idealmente unito i convenuti nell’omaggio a chi, “pagando caro dazio con la propria vita, ha fatto l’Italia, rendendola libera, democratica e indipendente.”



